Correva l’anno 1985 ed ero a pesca con mio padre, quando dalla sua radio nera a batterie, generalmente utilizzata per ascoltare “Tutto il calcio minuto per minuto”, iniziò a risuonare l’indimenticabile musica di Black: “Wonderful Life”. La spiaggia e l’atmosfera improvvisamente divennero magiche, ed io rimasi incantato ad ascoltare quelle note; non credevo che una canzone potesse cagionare emozioni così intense.

Ritmo e fascino melodico sembravano come liberarti e condurti verso universi paralleli, migliori. Sì, era davvero una vita meravigliosa, avevo appena compiuto dieci anni e quella battuta di pesca era divenuta una specie di sogno a occhi aperti; mio padre faceva parte di quella favola.

Certo non parliamo di un John Lennon con un repertorio musicale “infinito”, tuttavia, accade talvolta che un singolo brano sia sufficiente per elevare un autore nell’olimpo degli “immortali”; ovvero coloro che attraverso la musica, ti carezzano la mente, suscitando vibrazioni uniche quanto irripetibili.

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