Una nuova interruzione idrica si materializza per l’ennesima volta a Messina. Questa volta si tratta di un intervento programmato, con lo scopo di effettuare lavori di manutenzione preventiva sull’acquedotto di Fiumefreddo; nel tratto di Forza D’Agrò. Tuttavia, parliamo sempre di “interventi tampone”: la condotta è destinata a continui malfunzionamenti, a causa del percorso sempre soggetto a smottamenti e a una tubatura che definire fradicia è un semplice eufemismo.

Si rendono quindi necessari interventi duraturi, come l’allestimento di un nuovo acquedotto con un tracciato diverso e soprattutto strutturato con tecniche e materiali idonei. Qualunque ulteriore opera tesa a “rattoppare” la condotta, suona quasi come una presa in giro per la dignità e il decoro dell’intera città.

Sia lo Stato ad intervenire direttamente attraverso la protezione civile e personale militare specializzato, senza elargire successivi stanziamenti (spesso a fondo perduto) verso enti o amministratori incapaci o impossibilitati a utilizzare, in modo appropriato, i finanziamenti. Messina è la terza città, non capoluogo di regione, più popolosa d’Italia; ritengo sia inammissibile che nel 2016, mentre la Nasa cerca l’acqua nello spazio, i messinesi si sveglino con il dubbio di poter tirare lo sciacquone del bagno.

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