Per la prima volta nella storia, il Comune di Messina non è riuscito a presentare un Bilancio di Previsione; in riferimento all’anno precedente. Un accadimento nefasto da addebitarsi innegabilmente alla politica, complice nello sfascio nel delicato settore dei servizi sociali. Una responsabilità, dunque, diretta dell’amministrazione comunale.

Le inadempienze e l’incertezza che aleggiano sul settore, secondo il consigliere comunale Libero Gioveni, sono da attribuisce alla giunta Accorinti, sia per quel che riguarda i ritardi nei pagamenti delle fatture alle cooperative, che per quanto concerne la mancata peraltro impossibile attuazione dei nuovi bandi scaduti già da 2 mesi e non presentati.

I fatti descritti con estrema chiarezza, vanno riferiti alla città e sopratutto ai dipendenti delle cooperative e agli utenti destinatari dei servizi, sottolinea il consigliere, che continua rimarcando come un’Amministrazione che non è in grado di pianificare debba fare ammenda per quanto sta avvenendo.

E’ errato sostiene Gioveni, farsi scudo dell’aumento delle tariffe agli utenti dovuti per legge per il rispetto dei vincoli della compartecipazione del 36% dei costi nei servizi a domanda individuale, dal momento che all’utenza che si trova in forte stato di bisogno non interessa nulla di concetti di ragioneria.

Sarebbe importante facendo riferimento a quanto accennato, rimarca con convinzione l’esponente Udc, poter avere un appiglio che consenta di valutare qualche servizio di quelli da erogare all’utenza come essenziale per legge.Ieri, circa questa classificazione, nel corso dell’importante sessione dei lavori della Commissione servizi sociali convocata proprio per discutere sui servizi a domanda individuale, Gioveni non si è detto convinto sul fatto che gli asili nido siano un servizio da considerare a domanda individuale, pertanto ha proposto all’assessore al Bilancio Signorino e al dirigente del Dipartimento servizi sociali Zaccone presenti alla seduta, riferimenti normativi ben precisi ( gli stessi già portati all’attenzione dell’ex assessore Mantineo) che tenderebbero ad escludere gli asili nido dai servizi a domanda individuale, quindi considerandoli obbligatori, sottraendoli per intero dalla compartecipazione dei costi del 36%.

Almeno per gli asili nido termina Gioveni, potrebbero non esserci dubbi”. Considerando ciò, l’esponente consiliare ha chiesto ad assessore e dirigente di approfondire le norme che ha posto alla loro attenzione, magari cercando un parere legale chiarificatore da parte di chi è deputato a darlo in questi casi.

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