Quattro condanne per altrettanti medici coinvolti nella morte del piccolo Rosario Alberto Caramella di soli sette mesi d’età; era l’agosto del 2010. Ad emettere la sentenza il giudice monocratico Massimiliano Micali. All’epoca si trattò di una vicenda molto triste che lasciò sgomenta l’intera città di Messina.

L’accusa inizialmente puntava sul che fatto che i medici interessati non sarebbero riusciti a diagnosticare la patologia che lo affliggeva da tempo. L’autopsia decretava un’invaginazione vaginale come origine del decesso: cioè una penetrazione di parte dell’intestino in quella adiacente.

Nel 2013 i medici coinvolti, degli ospedali Papardo e Piemonte, veniva rinviati a giudizio. Il processo di primo grado si è quindi concluso ieri. Quattro degli otto medici coinvolti sono stato condannati per il reato di omicidio colposo ; uno di questi avrebbe anche falsificato la cartella clinica del povero bimbo per depistare le indagini.

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