Gentile Redazione, scrivo in riferimento alla lettera “Il Ponte sullo Stretto? Più facile resuscitare Cheope”. Premesso che per valutare la fattibilità del Ponte di Messina, potrebbero intervenire davvero pochi tecnici al mondo; tale è la complessità dell’opera. Il progetto definitivo della grande infrastruttura è stato redatto da Cowi A/S, Dissing+Weitling, Buckland & Taylor Ltd, Sund & Bælt A/S e Ishikawajima Harima Heavy Industries.

L’attività di controllo, di verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione (Project Management Consultant) era stata affidata alla società Parsons Transportation Group, anch’essa esperta nel campo dei ponti sospesi. Cowi, che ha progettato, tra l’altro, diversi ponti danesi (che se non erro sono ancora in piedi) mentre l’Ishikawaijma – Harima ha progettato e realizzato l’Akashi Kaikyo il ponte più lungo al mondo.

Il ponte sullo Stretto è stato verificato da Eurolink, rielaborato dalla Parsons (quest’ultima dal Golden Gate in poi, ha progettato e verificato quasi tutti i grandi ponti sospesi e strallati del mondo compreso il Bay Bridge a San Francisco capace di resistere a terremoti di 9,5 gradi scala Richter) e approvato dal Consiglio Superiore del LLPP.

Il progetto del Ponte è davvero un miracolo di equilibrio che tiene conto del vento (210 Km/h), del peso dei cavi, delle oscillazioni forzate, dell’allontanamento delle coste, dei carichi variabili, delle dilatazioni termiche e di mille altri elementi. Il Comitato scientifico della SdM era presieduto da Ballio, rettore del Politecnico, Diana ne ha studiato gli aspetti aerodinamici, Jamiolkowski quelli geodinamici, Brancaleoni quelli strutturali e tutto è stato verificato e riprogettato molte volte. Dopo il primo esame alla galleria del vento del Politecnico, vi sono state altre 4 (quattro) verifiche in altre galleria in Danimarca e in America.

Sarebbe opportuno confrontarsi ma in modo costruttivo, approfondendo oculatamente la tematica, prima di emettere lapidarie sentenze in merito. L’ostruzionismo, per partito preso, non è accettabile. L’argomento andrebbe affrontato attraverso un’idagine metodica, tenendo presente che ad avallare il progetto Ponte ci sono studiosi del calibro di Ballio, Diana, Jamiolkowski, Brancaleoni.

Infine trovo risibile la sola idea di non costruire un’opera per le preoccupazioni legate alla guerra. Gli stessi problemi sussistono per le tav, le ferrovie, le autostrade, le metropolitane, i porti, persino per i grattacieli e le torri. Pensare che un ponte ferroviario che porta i treni in Sicilia non si debba costruire per i pericoli bellici è un insulto alla intelligenza e alle necessità di 5 milioni di persone senza prospettive di sviluppo e ultime in Europa per occupati.

Fernando Rizzo

Rete civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno

1 COMMENTO

  1. Mi pare a dir poco chiaro, purtroppo sul ponte si è fatta una campagna di disinformazione immensa cosicchè ognuno pretende di sostituirsi a chi questo progetto lo ha studiato redatto controllato e verificato. Finiamola di tergiversare. Si parta!

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