Parole al vetriolo contro il sindaco di Messina, Renato Accorinti, da parte del rappresentante del gruppo Reset, Alessandro Tinaglia: “Se i ‘pupari’ di questa disgraziata città hanno pensato di giocare con la carcassa esanime di Messina invece di inginocchiarsi velocemente provando una miracolosa manovra di rianimazione sappiano che la città non ci starà anche questa volta. Le iniziative dei Sindacati, degli Ordini professionali, della Chiesa, della Prefettura sono solo un piccolissimo antipasto di ciò che proveremo a fare ora innanzi”.

Il rappresentante di Reset si sofferma sulla necessità di fornire chiarezza ai messinesi: “Che nessuno pensi di poter passare indenne anche questa volta o che possa ‘violentare’ la Città e contestualmente organizzare convegni sull’etica e sulla morale. Oggi, e non domani, i Messinesi pretendono chiarezza da parte di tutti. Chi fa finta di non capire o si erge a salvatore della patria dica invece la verità alla città.

Tinaglia spera di poter sfiduciare il primo cittadino in tempi brevi: “Se la sfiducia verrà presentata in questa settimana potrà essere votata prima della fine di marzo e, se concordato la Regione, il Commissario potrà arrivare in tempo, prima che scattino i 45 giorni, antecedente alla data prevista per la tornata elettorale, necessari per convocare i comizi e dunque le elezioni. Se la sfiducia esiste nei fatti, così come espresso chiaramente da Partiti, deputati e Consiglieri, allora ci si affretti a ridare la parola ai messinesi, altro che commissariamenti che durano anni.

Il rappresentante prosegue con una serie di domande rivolte ad Accorinti: “Le ultime considerazioni e domande, le più amare, le consegnamo al Sindaco. Come può restare in carica sapendo che la lasciano in sella solo per meri calcoli personali? Come può scimmiottare la politica di #quellicheceranoprima e sostenere di avere raggiunto risultati che nei fatti sono inesistenti? Come può non pensare a Messina ed ai Messinesi invece che alla propria poltrona?

“Sappiamo che non ci risponderà e che eviterà il confronto – conclude Tinaglia – come fa da quasi tre anni, ma se non renderà conto a noi ed ai messinesi dovrà farlo con la sua coscienza. Speriamo per la città che almeno l’ultimo atto possa essere all’altezza delle enormi aspettative che i Messinesi avevano riposto in lei. Vada a casa e ci risparmi questo vergognoso teatrino dell’assurdo capace solo di allontanare, se possibile, di più la gente dalla Politica”.

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