“Fiore…Tutto a posto?” questo è il titolo del libro scritto da Anna Milazzo e Salvatore Fiore, per narrare la vicenda dell’imprenditore di Belpasso, Salvatore Fiore colui che si è ribellato al racket delle estorsioni. Domani alle ore 17 questa importante esperienza divenuta un libro, sarà divulgata al pubblico attraverso una presentazione che si terrà presso il “Centro di Culture Contemporanee ZO” di Piazzale Rocco Chinnici, 6 a Catania.

L’occasione sarà quella giusta, per poter parlare di un tema molto importante quale quello del racket delle estorsioni, sempre sentito a dire la verità a Catania come del resto un pò in tutta la Sicilia. Animeranno l’incontro per presentare il libro, diverse autorità e personalità fra cui lo stesso imprenditore: Salvatore Fiore (imprenditore), Anna Milazzo (giornalista), Giovannella Scaminaci (procuratore aggiunto presso la Procura di Messina), Sonia Alfano (già presidente della Commissione antimafia UE), Nello Musumeci (presidente Commissione Regionale Antimafia), Alessandro Drago (vice dirigente Squadra Mobile di Catania), Enzo Guarnera (avvocato penalista).

Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luciano Mirone, per raccontare quella che è stata la vita di Salvatore Fiore dal 2009 ad oggi. Il costruttore di Belpasso, per molti anni ha vissuto stritolato dalla morsa dell’usura. Era il 17 giugno 2009, quando dopo essere rimasto senza nulla avendo perso tutto, decise di raccontare la sua storia agli agenti della questura di Catania, potendo iniziare così una nuova vita da «persona libera.

Oggi Salvatore Fiore ama definirsi con tre parole “una persona libera”, sicuramente così facendo è come se si togliesse un peso derivante dall’aver avuto a che fare per anni, dalla metà degli anni novanta, con venti usurai. Il lieto fine il 17 giugno del 2009, quando ha trovato il coraggio di andare negli uffici della questura di Catania per denunciare i suoi aguzzini.

Dalle dichiarazioni dell’imprenditore, si dipartono vari filoni di indagini, alcune vecchie vengono anche riprese, emergono di conseguenza nomi eccellenti. I principali protagonisti di questa vicenda penale, i componenti della famiglia Bosco, imprenditori in molto affermati nel settore dei supermercati e della ristorazione, che a seguito dell’operazione Money lander attuata dalle forze dell’ordine nel febbraio 2014 finiscono in manette.

L’imprendiotre di Belpasso, consiglia: “Denunciate, perché significa liberarsi e non essere sottomessi. Se ci sono riuscito io può riuscirci chiunque, oggi fortunatamente sono una persona libera”.

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