Nel contesto dei Seminari tematici collegati alla ventunesima “Giornata della memoria e del ricordo delle vittime di tutte le mafie”, organizzata ieri a Messina ed in tutta Italia da Libera di Don Luigi Ciotti, alla Sala Eugenia dell`Istituto Comprensivo “Pascoli-Crispi”, via Concezione, si è tenuto il Convegno dal titolo: ” Minori e mafie”.

Sono intervenuti all`incontro: Enza Rando in qualità di Tutor, componente dell`Ufficio di Presidenza e responsabile del settore legale di Libera. Hanno invece relazionato: il dottor Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, la dottoressa Maria Francesca Pricoco, Presidente del Tribunale dei Minori di Catania, la dottoressa Maria Baronello, Garante per i minori del Comune di Messina ed Enrico Interdonato, referente di Addio Pizzo.

La dottoressa Maria Francesca Pricoco, rispondendo ad una nostra domanda sullo stato della Giustizia minorile nel distretto di sua competenza, ci ha riferito che la situazione è critica. Siamo in presenza di una situazione, ha affermato la presidente che è sotto traccia per ciò che riguarda i minori coinvolti in reati penali, che sono sempre in numero considerevole.

È però anche vero che l`Ufficio di Giustizia minorile che Lei Amministra, tende ad aiutare le famiglie, anche quando ad essere interessati da provvedimenti di allontanamento sono minori, di famiglie con una devianza di tipo mafioso, concetto espresso anche dalla tutor Enza Rando.

Il dottor Roberto Di Bella ha invece portato all`attenzione dell`uditorio, ciò che avviene al Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, da lui diretto. Un fenomeno nuovo, donne, madri di figli nati e cresciuti in famiglie di ‘ndrangheta, che trovano il coraggio di ribellarsi ai principi devianti e criminali per chiedere aiuto alla sua Istituzione e proteggere i loro figli con gli strumenti di giustizia idonei.

Secondo la Garante per l`infanzia del Comune di Messina, la dottoressa Maria Baronello, per la delicata fascia di età che va dai 13 ai 18 anni occorrerebbe azionare le attività di prevenzione e promozione che consentirebbero la riduzione di molte forme di disagio e devianza.

Enrico Interdonato che di professione è Psicologo in rappresentanza di Addiopizzo, si è invece soffermato su una questione importante, ovvero la libertà di scegliere: “Alternative di vita per i figli di famiglie di ‘ndrangheta”. Inquietanti dati statistici del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria raccontano che negli ultimi vent’anni nelle sue aule sono stati trattati più di 100 procedimenti per reati di associazione mafiosa (e connessi) e più di 50 procedimenti per omicidi e tentati omicidi – alcuni dei quali commessi anche ai danni di rappresentanti delle forze dell’ordine – commessi da minori.

Pertanto, rompendo gli indugi, negli ultimi tre anni il T.M. di Reggio Calabria ha mutato l’orientamento giurisprudenziale ed è intervenuto con diversi provvedimenti civili di decadenza o limitazione della responsabilità genitoriale e allontanamento dei minori dal nucleo familiare, con affido ai Servi Sociali competenti, e collocamento anche fuori dalla Regione Calabria, in tutti i quei casi di riscontro di un concreto pregiudizio.

Ad esempio, nei casi di indottrinamento malavitoso, nei casi di coinvolgimento dei minori negli affari illeciti di famiglia, alla presenza di reati sintomatici di un’escalation deviante e di omissione di controllo da parte della famiglia o nelle situazioni di rischio – per l’incolumità psico-fisica dei minori – per faide tra ‘ndrine.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO