La Squadra mobile di Messina ha arrestato due scafisti coinvolti nella tratta di migranti che, il 16 marzo scorso, costò la vita a due persone. A giudicare dalla giovane età dei senegalesi coinvolti (18 e 16 anni) sarebbe presumibile ritenere che, i soggetti catturati, rappresentino la bassa manovalanza dell’organizzazione criminale coinvolta.

Cinque interventi differenti operati dalla Guardia Costiera quella notte. Quasi 600 le persone soccorse in mare, tra cui due corpi esanimi, dei quali sono ancora in corso di accertamento le cause del decesso. Su gommoni di fortuna sono state trasferiti sulla nave Diciotti; a bordo della quale sono arrivati il 17 marzo scorso a Messina.

Dopo le operazioni di sbarco i migranti sono stati spostati presso il centro di accoglienza “Pala Nebiolo”. Qui, sono stati ascoltati a lungo dagli investigatori della Squadra Mobile. Le loro testimonianze hanno permesso agli investigatori di ricostruire le fasi del viaggio.

Un viaggio costato dagli 800 ai 1000 dinari, iniziato la sera del 15 marzo, quando dopo mille peripezie, si sono ritrovati tutti su una costa libica. Lì, un gruppo di uomini armati, li ha fatti salire su dei gommoni con i quali hanno preso il largo alla volta delle coste siciliane. Il loro racconto ed il lavoro minuzioso dei poliziotti della Squadra Mobile di Messina hanno reso possibile l’arresto dei due scafisti responsabili del reato di immigrazione clandestina.

Si tratta di Babacar Ndong, nato in Senegal, di 18 anni ed un 16enne anche lui senegalese. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, Sostituto Procuratore dr. Roberto Conte, il maggiorenne è stato trasferito presso la locale casa circondariale, il minore presso il centro di prima accoglienza di Catania.

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