Una politica che a Messina rende ostaggio, non è azzardato affermare che faccia morti e feriti lasciandoli non curante alla cattiva sorte. L’ospedale Papardo e l’ospedale Piemonte restano come in un limbo senza pianta organica, con un organico sottodimensionato, non sono più assieme, almeno volgendo lo sguardo al futuro, ma non sono nemmeno una nuova entità.

Non è stato pubblicato, il decreto del governo regionale che dovrebbe fissare le modalità di accorpamento tra Piemonte e Neurolesi e definire la magnifica solitudine del Papardo che cede 8 milioni e mezzo di euro del suo budget. Il manager dell’azienda Papardo-Piemonte, si è dichiarato prigioniero politico, il sindaco Renato Accorinti, politicamente, in Consiglio, è ostaggio delle forze politiche, da Forza Italia di Francantonio Genovese, all’Udc di D’Alia, ai democratici riformisti di Picciolo.

Possono decidere in ogni momento, di dare il rompete le righe, staccando la spina e facendo materializzare in Consiglio comunale la mozione di sfiducia. Stando così le cose dunque, Accorinti è praticamente un prigioniero politico, come chi arroccato in un fortino tenta di difendersi con le armi a propria disposizione, destinato però a capitolare come chi nei film veniva assediato dagli indiani, ma qui siamo al cospetto di una realtà tutta messinese.

“Dal Papardo al Piemonte ad Accorinti:gli ostaggi della politica messinese” è il titolo della puntata di Malalingua in onda questa sera alle 20,30 su Tcf, al termine del Telegiornale, sul canale 113 del digitale e in streaming su Tcftv.it. Ospiti in studio i deputati regionali Santi Formica, Filippo Panarello e Beppe Picciolo, il manager dell’azienda Papardo-Piemonte Michele Vullo, il rappresentante del comitato Salviamo il Piemonte Renato Coletta, il sindacalista Franco Romeo.

E’ possibile interagire con Emilio Pintaldi conduttore della trasmissione, inviando i messaggi alla pagina fb “Malalingua”, gli stessi saranno girati agli ospiti per una pronta e doverosa risposta. Si prevede nel corso dell’appuntamento di oggi, di dare spazio ad un appropriato ricordo del collega Mino Licordari, mattatore televisivo per anni a Tcf.

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