Le barriere sono diverse evidenti ai nostri occhi ma ad esse fanno da contraltare le altre, sono invisibili e più pericolose: danneggiando la comunità messinese. Nel caso accennato, possiamo considerare come ostacoli, la mancanza di accettabilità sociale e politica, la non equità e selettività della società, l’insensibilità verso i problemi di chi vive in difficoltà ed in ultimo i differenti interessi dei principali soggetti coinvolti, che non coincidendo creano disuguaglianza e disparità.

Si arriva alla discriminazione ed all’esclusione sociale per una pluralità di impedimenti, non si possono considerare barriere architettoniche soltanto quelle edilizie, ma tutte quelle che condizionano la partecipazione delle persone alla vita. L`invisibilità di esse, si traduce nelle diverse azioni che quotidianamente vengono poste in essere, da anni da tutti noi con il nostro agire esplicito, spesso sotto traccia, ma anche con l`omissione nel fare le cose.

Un ruolo fondamentale dunque è quello della pubblica amministrazione, che con le proprie scelte ha il dovere di orientare verso lo sviluppo la Città. A Messina è inutile nasconderselo, negli anni non è stata certo prestata attenzione a politiche che creassero occasioni di sviluppo economico e benessere sociale dei cittadini, a vari livelli si è assistito ad una politica clientelare durata, finché la stessa si è potuta autoalimentare, tutto questo sulle spalle dei più indifesi, anziani, malati, disabili e disoccupati.

Chi è che in questa Città, aiuta e tutela degnamente la vita è gli interessi, delle persone citate? Spesso, verrebbe da dire nessuno ed a nessun livello. Viviamo in un mondo di contrapposizioni, in molti sostegno che l`attuale Amministrazione guidata dal pacifista Renato Accorinti, abbia sbagliato nella scelta della prima ora dando il mandato di Assessore ai Servizi Sociali al Professor Nino Mantineo, oggi tanti pensano lo stesso della scelta effettuata ad agosto in seconda battuta, con la nomina della dottoressa Antonia Santisi.

Possiamo riassumere le posizioni più discordi, con un esplicito pensiero di chi ha combattuto negli anni tante battaglie a fianco dei più deboli, ovvero Saro Visicaro, che ha commentato l`attuale difficile situazione dei Minori in riva allo Stretto. “Dopo tre anni, non sono ancora riuscito a superare la volgarità e la stupidità di coloro (donne e uomini) che mi hanno accusato di ogni nefandezza per avere cercato di mettere in guardia Accorinti e i suoi amici per l’approccio sbagliato che stavano avendo con tutti problemi e le emergenze – continua Visicaro – per loro, il mio, era solo rancore per non essere stato nominato…a qualcosa”.

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