A seguito del rinvio della Conferenza Stato-Regioni, del 23 marzo scorso al prossimo 31 marzo, L’Altra Messina ritiene doveroso informare la cittadinanza del pericolo che Messina corre nel paventato accorpamento della sua specifica Autorità Portuale nel sistema portuale dello stretto con sede a Gioia Tauro.

La città di Messina, per insipienza e pressappochismo della sua classe politica e per le chiare intenzioni di abbandono dell’intero meridione palesate dal governo nel suo Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica improntato ad un antimeridionalismo espresso dal ministro Del Rio , rischia cosi’ di perdere il suo sistema portuale, attualmente l’unico volano di rinascita del proprio territorio in termini di lavoro e di economia.

L’Altra Messina ritiene che l’ipotesi dell’accorpamento a Gioia Tauro condannerebbe Messina a ripianare con i suoi introiti di 8milioni di tasse portuali solo i debiti del porto calabrese incapace di produrre reddito e che per sopravvivere a ridotto a zero già le tasse di ancoraggio, che dalle statistiche risulta capace di un gettito Iva pari al solo 0,32% del totale prodotto dai 24 porti italiani e lo colloca 17° sulle 24 autorità portuali esistenti. L’Altra Messina ritiene che la logistica dello Stretto di Messina costituisca una caratteristica unica e che sia necessario sottolineare la specificità dell’Autorità portuale dello Stretto mantenendola come Autorità autonoma.

L’Altra Messina chiede al Ministro presidente della regione siciliana e alla deputazione cittadina di opporsi all’accorpamento con Gioia Tauro , di difendere in sede di Conferenza Stato-Regioni del prossimo 31 marzo la specificità unica dell’autorità portuale dello Stretto con sede a Messina, anche alla luce dei dattami dello Statuto di Autonomia, la carta costituzionale siciliano che, all’art 32 assegna alla regione i beni del demanio compresi i porti commerciali che ricadono sotto la sua stretta giurisdizione, escludendo qualsiasi ingerenza del governo centrale.

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