Il Ponte sullo Stretto sembra rientrare nel programma d’infrastrutture del Governo italiano. Ieri si è, infatti, svolta una conferenza stampa a Montecitorio, per illustrarne progetto e fattibilità. Resta da capire, cosa significherebbe (in termini pratici) per Messina e Calabria aprire i cantieri della grande opera?

Interviene in merito, il Presidente di Rete Civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno, Fernando Rizzo, illustrando in quindici punti chiave, una panoramica dei vantaggi derivanti dalla costruzione della grande struttura di collegamento.

1) Cinque milioni di siciliani non più isolati ma collegati stabilmente all’Europa.
2) Arrivo dei treni a lunga percorrenza e ad alta velocità collegati a Roma e Milano.
3) Passaggio in 2,5 minuti contro le 2 ore attuali con il treno, 1 h. circa per il gommato pesante (via Tremestieri), 40 m. per il gommato leggero (nei giorni normali e nei periodi non di punta).
4) Collegamenti diretti dei porti con le merci provenienti dal Canale di Suez e implemento dello sviluppo manifatturiero ed industriale.
5) Consequenziale sviluppo delle infrastrutture ferroviarie sino a Trapani e Ragusa e da Catania a Palermo via Enna, Caltanissetta e Agrigento.
6) Realizzazione linea metropolitana da Messina all’aeroporto di Reggio Calabria.
7) Grande area metropolitana Messina, Villa S.G., Reggio Calabria da 500.000 abitanti. 5^ città d’Italia dotata di 5 porti, un aeroporto, metropolitana, stazioni ferroviarie, interporto sul modello Buda – Pest o sul modello New York (isola di Manhattan – Brooklyn).
8) Grande sviluppo turistico per la presenza del manufatto a campata unica più lungo del mondo in uno scenario paesaggistico fantastico.
9) Durante i lavori, minimo 10.000 lavoratori impiegati, (18.000 i cassintegrati siciliani per 200 milioni di spesa annua) di cui 5.000 diretti e altrettanti (per difetto) nell’indotto tra alberghi, ristoranti, scuole, ospedali, attività artigiane, industriali e autonome.
10) Almeno 6 miliardi investiti nel territorio di Messina, per circa 300 milioni di sola IRAP
11) Risparmio per La holding FFSS 39 milioni annui per il finanziamento a fondo perduto del traghettamento e circa 4 milioni annui per gli aliscafi.
12) Diminuzione delle spese INPS per cassa integrazione di circa 150 milioni all’anno.
13) Riduzione per la Regione di circa 150 milioni per contratti ferroviari passeggero regionali cd: Pacs.
14) Opere da realizzare a Messina a) Ferroviarie in totale 17,5 km (in galleria 93%; all’aperto 5%; su viadotto 2%) per gli allacci alla nuova stazione ferroviaria di Messina; b) Stradali totale 10,4 km (in galleria 71%; all’aperto 23%; su viadotto 6%) per gli allacci alle autostrade A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo.
15) Sempre tra le opere da realizzare su Messina previste nel progetto definitivo: via del mare, risanamento zona falcata, realizzazione svincoli di Annunziata, Papardo, Curcuraci, mini svincolo di Ganzirri, riqualificazione laghi di Ganzirri, depuratore di Tono e realizzazione dell’intera rete fognaria a servizio della parte nord, ripascimento spiagge da Monforte a S.Agata, metropolitana locale e interregionale comprendenti le stazioni in sotterranea di Europa, Annunziata, Papardo. Svincolo autostradale di Monforte.

4 COMMENTI

  1. Vi siete dimenticati il vantaggio più importante per me.
    1) La liberazione totale e definitiva dalla schiavitù da attraversamento, gommato e ferroviario, che subiscono da decenni Messina e Villa San Giovanni.
    2) Il recupero e riqualificazione di vaste aree di territorio pregiato attualmente ad uso esclusivo dei traghettatori;
    3) Liberazione definitiva della rada San Francesco;
    4) Eliminazione del traghettamento sullo Stretto con elevato recupero ambientale.

  2. Aggiungo anche eliminazione del relativo inquinamento causato dalle emissioni delle navi traghetto che utilizzano il carburante più inquinante in assoluto. Senza contare l’inquinamento marino causato dalle acque di sentina.

  3. Tutti dimenticano, inclusi i politici che la “Bagnara-Bovalino” potrebbe diventare la bratella dei Tir che proveniendo da Taranto devierebbero con circa 40 Km da Bovalino a Scilla. I grossi Camion preferiscono percorrere l’Adriatica e con il completamento della nuova 106 Taranto-Reggio Calabria abbandonerebbero con molto piacere la Salerno-Reggio C. MA ORAMAI LA BOVALINO-BAGNARA SI PERDE NEGLI ANNALI DEI SOGNI. NON CHIEDETEMI DI CHI E’ LA COLPA…

COMMENTA L'ARTICOLO