In queste settimane che hanno preceduto e seguito la Pasqua, non sembra esserci pace per i servizi sociali del Comune di Messina. visioni contrapposte, che spesso possono allontanare dalla verità.

L`Assessora competente la dottoressa Nina Santisi, da più parti viene tirata nell`occhio del ciclone, come quando le si contesta il non essersi messa in aspettativa dal suo impiego presso l`Azienda sanitaria provinciale 5, ove è responsabile di una Unita operativa.

A questo proposito, ci ha riferito: “contro di me si muovono critiche strumentali, il mio ruolo in politica è come servizio verso la comunità”. Ricordiamo, che diverse parti in causa muovono critiche sulla gestione dei servizi sociali del Comune.

Segnatamente per quel che riguarda l`accoglienza dei Minori stranieri non accompagnati, la consigliera comunale Donatella Sindoni,  il Circolo “Arci Sankara”, la dottoressa Clelia Marano, Saro Visicaro ed altri esponenti della società civile, hanno sollevato il problema di repentini spostamenti di utenti dal Centro per minori Ahmed.

Accade infatti che non appena compiuti i 18 anni, i minori non più tali vengono trasferiti in Centri per adulti esistenti su tutto il territorio nazionale, come il Cara di Mineo o quello di Bari, definiti veri e propri lager.

Chiarisce,  l`assessora: “I minori una volta compiuta la maggiore età, cambiano giurisdizione, dal Comune le competenze passano in capo all`Ufficio immigrazione della Questura”. Ancora si contesta, che in occasione degli sbarchi il Comune tramite l`Assessorato non è presente in queste circostanze.

Conclude,  la dottoressa Santisi: “Da quando sono io ad avere la responsabilità dell`Assessorato il Comune è sempre presente, è chiaro che le procedure di identificazione dei migranti, spettino all`Ente preposto per legge, ovvero la Questura, non ci tireremo indietro se dovesse essere necessario un nostro supporto”.

 

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