Non erano morti viventi che di loro iniziativa cambiavano sepolcro ma opera del custode cimiteriale di Francavilla di Sicilia. Il dipendente, secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, spostava illegalmente le salme dei defunti da un loculo all’altro; spesso alloggiandoli in sacchi di plastica.

La sue tariffe variavano dai 3500 ai 5000 euro, in base al tipo di “servizio” richiesto: trasferimenti di cadaveri o ampliamenti di loculi. Il tutto avveniva in spregio alle norme di legge e nel mancato rispetto dei defunti. Per coprire le sue malefatte, il custode manometteva (o faceva manomettere) anche i registri cimiteriali.

Tuttavia, il suddetto custode, per mettere in atto i suoi loschi affari, necessitava d’essere coadiuvato anche da altri funzionari: tra cui impiegati comunali e un medico dell’Asp di Messina. Nell’inchiesta sono coinvolte in tutto diciotto persone, tutte denunciate, tra questi: operai edili oltre ai parenti dei defunti che richiedevano tali “servizi” illeciti.

I reati contestati dalla Procura variano dalla corruzione all’abuso d’ufficio, continuando con violazione di sepolcro, vilipendio e sottrazione di cadavere, per giungere alla ricettazione, falso ideologico e esecuzione di lavori su area sottoposta a vincolo architettonico. Il sostituto procuratore di Messina avrebbe accertato l’esistenza del sistema illecito gestito e coordinato proprio dal custode.

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