Alla luce della mancata presentazione del Bilancio Preventivo per il 2015, Reset si scaglia contro gli attuali amministratori evidenziando come non esista “Nessuna differenza tra la politica preaccorintiana e quella attuale”. Il rappresentante di Reset, Alessandro Tinaglia, analizza criticamente le recenti performance della politica peloritana.

Queste le dure affermazioni del rappresentante: “Questa Città non può più accettare il dibattito sul nulla, non può più accettare che l’attaccamento alla poltrona ed al potere prevalgano sull’interesse collettivo, non può più accettare che non esista un progetto serio e condiviso di sviluppo e che si navighi a vista affrontando le emergenze. Questa città non può più accettare che l’ordinaria amministrazione, come la predisposizione (e neanche l’approvazione) di un bilancio preventivo dell’anno precedente, si tramuti nell’ennesima Svolta Epocale”.

“I fatti sono che Messina è l’unica città italiana a non aver ancora approvato il bilancio preventivo 2015! – prosegue Tinglia – La decisione di fondare reset nel 2011 nacque dalla necessità di costruire un’alternativa ad una Politica incapace di dare risposte alla nostra comunità. Non avevamo, allora come oggi, niente contro nessuno in particolare ma il solo ed esclusivo obiettivo di portare anche in Politica quella “ragionevolezza” che, nella vita di tutti i giorni se sei malato, ti porta a rivolgerti al medico più bravo quando scopri di avere un tumore.”

“Ebbene, la nostra convinzione che già allora la Città fosse pronta a tale cambiamento – continua il rappresentante di Reset – non aveva tenuto conto del fatto che la Politica è come un “buco nero” nel quale le regole della ragionevolezza non valgono. I Messinesi, infatti, non compresero che se scegli di cambiare medico perché il precedente non è stato capace di curarti non lo fai solo in base al fatto che il nuovo medico sia onesto ma anche e soprattutto perché sai che è competente e capace di risolvere il problema.”

“Le parole ‘competenza’ e ‘politica’ quindi non sono state, fino ad oggi, compatibili. – afferma Tinaglia – Per confermare tale affermazione basta pensare ai fatti accaduti nelle ultime ore che ci dicono che a fronte di un debito del Comune di Messina di oltre 400 milioni di euro e nonostante ad oggi Messina sia l’unica città d’Italia a non avere approvato il Bilancio Preventivo 2015 (mancano ancora approvazione del Collegio dei revisori, al netto della scadenza dei 45 giorni di preavviso di dimissioni del Presidente Zaccone, e l’approvazione del Consiglio Comunale) ascoltiamo l’ennesima conferenza stampa nella quale Sindaco, Assessori e Direttore Generale si presentano ai Messinesi (forse reputandoli con l’anello al naso) con toni trionfalistici raccontando l’ennesima svolta storica che questa volta si tramuta addirittura nel “miracolo della resurezzione. Questo basta per far capire a tutti come non ci sia alcuna differenza tra la politica preaccorintiana e quella attuale! Esiste una continuità devastante tra l’incapacità di dare una prospettiva di sviluppo a questo territorio e la propaganda. E’ avvilente registrare come a fronte di giudizi motivati e circostanziati, super partes come quelli dei magistrati contabili, si risponda con la narrazione biblica del miracolo di Lazzaro”.

“Continuiamo a credere che fin quando in politica non conteranno esclusivamente i fatti – conclude il rappresentante di Reset – al netto delle simpatie e delle leggende secondo le quali l’essere onesto è condizione sufficiente anziché semplicemente necessaria per amministrare, sarà impossibile che le cose cambino. Le cose quindi non cambieranno finché i Messinesi non reclameranno risultati e quel senso di responsabilità che chi va ad amministrare deve possedere, mettendo avanti l’interesse collettivo rispetto a quello personale e quindi portando ad ovvi e necessari passi indietro pur di tutelare la comunità. Le cose quindi non cambieranno fin quando di fronte a fatti oggettivi sarà possibile che un “politico”, di prima, di ora o di domani, si possa permettere di negare le promesse fatte in campagna elettorale (come quella di dichiarare il dissesto e di iniziare un operazione verità finalizzata all’individuazione dei responsabili). Le cose non cambieranno fino a quando i Messinesi continueranno ad accettare di essere presi in giro da chi li amministra, qualunque sia il suo nome. Oggi, più che nel 2011, siamo quindi convinti della necessità di un reset! Reset c’è!”

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO