L’Altra Messina, Federazione Nuova Destra, Fratelli D’Italia ed Italia Unica, dopo i recenti avvenimenti amministrativi che hanno riguardato la Giunta Accorinti, diffondono un comunicato stampa e convocano una Conferenza per il prossimo martedì 12 aprile alle ore 10, presso la Sala ovale del Comune di Messina. Scrivono i movimenti  menzionati: ” Peggio che a Macondo: Con una manovra degna di una repubblica delle banane, il sindaco ha trovato in un rimpasto della Giunta comunale la sua soluzione personale alla crisi di uomini, di iniziative economiche e di opportunità di lavoro che attanaglia questa “Città’ “.

Proseguono, cosi: ” Dopo l’affidamento all’AMAM – forse a seguito della brillante gestione della crisi idrica di stretta competenza dell’Ente, anche della responsabilità’ per i rifiuti; nella confusione generale di un comune che viene ripreso anche dalla magistratura contabile per l’incapacità’ di presentare i suoi bilanci di funzionamento; nella ormai prossima ipotesi di fallimento, Accorinti cambia, per non cambiare niente. Come un gattopardo ” .

Continuano i cittadini riunitisi da tempo, nelle associazioni proponenti: ” La Messina perbene, operosa e preoccupata per la situazione sociale, economica, politica e culturale, in cui è’ precipitata, attraverso la voce delle sue associazioni, dei suoi movimenti civici e dei liberi cittadini comunica che Martedì 12 Aprile, alle ore 10, presso la Sala Ovale del Comune di Messina, chiamerà’ i cittadini a capire, dati alla mano, i motivi, reali e gravi, che hanno spinto il primo cittadino a ripiegare per un rimpasto di Governo, trasferendo persino la delega al bilancio, suo fiore all’occhiello anziché cogliere l’occasione al volo per andarsene a casa.

Concludono in tal modo, il loro pensiero: “Sarà’ anche l’occasione per dettagliare i punti, inconfutabili e legittimi, che stanno alla base della decisa protesta dei firmatari del presente comunicato e di tantissime persone, ormai stanche di sopportare il peso degli errori e delle incompiute di chi Amministra questa bistrattata Città; la richiesta unanime e quella di lasciare libera la casa “Comune”, ormai occupata da bandiere e colori, che non rappresentano più, a questo punto, la Città’ di Messina “.

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