Messinambiente Spa l’attuale partecipata del Comune di Messina, che gestisce il sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani ed il successivo conferimento in discarica, non ha la liquidità necessaria a far fronte alle incombenze per poter dare un significato alla sua stessa esistenza.

Dal febbraio del 2011 fu messa in liquidazione volontaria dalla Giunta Buzzanca, l’Amministrazione Accorinti, malgrado potesse far altro ha mantenuto questo tipo di gestione societaria con la nomina di vari commissari.

Aver messo in liquidazione Messinambiente, ha comportato un aggravio di spesa da 1,8 mln di € mensili a 2,4 mln €, facile immaginare come allora ma ancor di più oggi quella non fosse la strada giusta, oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Questa mattina il commissario liquidatore dell’azienda, Giovanni Calabrò, era presente a Palazzo Zanca, con l’intenzione di provare ad essere ricevuto in Giunta essendo prevista una riunione nella giornata odierna, tutto al fine di spiegare la drammaticità della situazione e chiedere di essere messo nelle condizioni di operare.

Le sue richieste nel pomeriggio, sono state ascoltate dal neo assessore al Bilancio, Luca Eller Vainicher. Il liquidatore sostiene di non poter più far fronte ai fornitori, non essendoci liquidità non ha molto gasolio per far funzionare i mezzi, sono rimaste scoperte alcune utenze.

Calabrò sostiene come non ha alcun senso che lui lasci l’incarico, per far trovare qualcun’altro nelle sue stesse condizioni, sottolinea poi come se non si dovesse trovare una soluzione dietro l’angolo vi sia lo spettro dell’emergenza sanitaria, anche perché con i mezzi fermi e i rifiuti giacenti nei cassonetti questa sia più che una ipotesi, sicuramente la certezza.

L’attuale massimo responsabile di Messinambiente, tiene a precisare, che vuole evitare anche il verificarsi di una possibile macelleria sociale, che potrebbe capitare qualora ad esempio a decidere dovesse essere il Prefetto, massimo ufficiale di Governo.

Come accaduto in altre località, non distanti da noi, le Prefetture chiamano per svolgere i servizi emergenziali ditte private, poi tutto potrebbe trasformarsi in ordinario con Messinambiente di fatto estromessa e l’Amministrazione comunale esautorata.

Il Commissario della partecipata cittadina, non vuol fare il questuante e spiega come per essere messo nelle condizioni di operare la società abbia necessità di quanto gli spetti e gli sia dovuto, senza nulla togliere ad altri.

Secondo colui il quale gestisce l`azienda, questa se correttamente finanziata, attenendosi alle previsioni del Piano di riequilibrio o attraverso il reperimento di altre fonti di capitali, sarebbe perfettamente ecosostenibile

Dal momento che Messinambiente, ha un consistente debito con l`impianto Pieco di Patti, il suo autoarticolato è stato lasciato fuori dagli impianti di conferimento, alla piattaforma di Pace inoltre da oggi non si accettano più conferimenti di sfalci e potature, sia dai privati che dal pubblico. Da troppo tempo, l`Ente che Amministro, dice Calabro’, non riesce a pagare le fatture.

La Giunta ha già diminuito il contributo erogato nei riguardi della sua Società per azioni, avendo decurtato 1 milione di €. Nell`attuale clima di incertezza, determinato anche dalla mancata approvazione del bilancio di previsione 2015, vi sono ripercussioni anche sugli stipendi dei dipendenti.

Non ci sono certezze sugli emolumenti, dunque iniziano a serpeggia i primi malumori fra i lavoratori. Come previsto, in serata il rappresentante della compagine di via Dogali, è stato ricevuto in Sala Giunta.

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