Al Comune di Messina, da ogni prospettiva lo si guardi, sia esso quello del cittadino, dell’Amministrazione comunale o del Consiglio, il settore dei servizi sociali è molto importante, foriero di situazioni da gestire e tenere sotto controllo. Scrive la dottoressa Donatella Sindoni, presidente della Commissione che si occupa delle relative politiche, quel che segue: “La Commissione da me presieduta, dedicata all’ANFASS, a parte molteplici defezioni dell’amministrazione che ho invitato (ricordo a tutti l’episodio emblematico in cui ho spostato tutta la seduta nel gabinetto del Sindaco per potere almeno interloquire con qualcuno e lo stesso invece, dopo averci fatto accomodare in sala giunta, e’ letteralmente scappato da un’altra uscita pur di non parlare con l’associazione e con noi consiglieri), non ha avuto  alcun effetto”.

“Avevamo preso l’accordo, con l’attuale assessora Santisi e con l’assessore Pino, di poter fare un incontro fra le parti interessate (sindaco compreso) cercando di addivenire ad un’intesa che, vista l’urgenza di reperire una sede da parte dell’associazione, fosse ricercata in tempi piuttosto rapidi. In commissione, pertanto, si era esplicitamente chiesta la presenza alla riunione suddetta della sottoscritta, nella qualita’ di presidente dell’organismo consiliare che rappresento. Ebbene, so che ci sono stati due incontri (ai quali chiaramente io non sono stata invitata) uno alla presenza del sindaco e dei due assessori che in barba a quanto scritto nel lascito della famiglia Bosurgi sull’Istituto Marino di Mortelle che dispone la destinazione a fini -Sociali -, sostengono invece che dovra’ essere espletato un bando di gara”.

Continua, la Sindoni: “L’Amministraione, ritiene di poter comunque cercare un accordo con il CNR di Pisa per costruire una cordata unica con quest’ultimi! Il secondo incontro, per l’appunto col CNR di Pisa, e’ avvenuto in maniera ;diciamo cosi’, informale giorno 13 senza che ci fosse nessuno dell’amministrazione alle 14.30 di pomeriggio in piedi , sotto il sole davanti al Teatro Vittorio Emanuele.Convenevoli, cortesia a parte, alla fine, i vertici del CNR si sono dichiarati “disponibili, nell’eventualita’ di una “convivenza” con l ‘ANFASS, a cedere loro una piccola zona della quale, con il dovuto rispetto, l’ANFASS non saprebbe cosa farsene giacche’ per avere un accreditamento necessita di spazi e mq idonei”.

” Conclude, la nota diffusa dalla presidente: “Sintetizzando i vertici del CNR hanno rimbalzato la palla al Comune che ancora non ha deciso (forse) se destinare la struttura alla ricerca o a fini sociali! Quello che e’ certo e’ che 40 ragazzi disabili stanno correndo il rischio concreto, reale e drammatico di non poter piu’ usufruire dei servizi di riabilitazione e cura che l’ANFASS garantisce loro, che gli operatori dell’associazione vadano a casa e in ultimo ma non ultimo che l’importante progetto del “DOPO DI NOI” non veda mai la sua alba”.

 

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