In una “Sala Visconti” affollata, è stata una domenica mattina, con tante aspettative e prospettive per il futuro. L`area Liberal del PD, rappresentata in Sicilia dal sottosegretario all`Istruzione Davide Faraone, si è riunita intorno al suo leader. Sembrava una Leopolda messinese, o la Leopoldina vissuta una settimana fa a Palermo, di certo c`è, che gli argomenti in discussione sono stati importanti, evidenziati nel libro “Sottosopra”, del quale è autore lo stesso esponente del Partito Democratico.

Si è trattato anche di una opportunità, per riaccendere i riflettori sulla politica locale, chiamata ad impegnarsi di più. Faraone ha spiegato, come vi siano esponenti del suo partito, che all`opposizione era fra il 7% ed il 12%, mentre alle Europee ha toccato il 40%, o qualcosa in meno ed oggi vorrebbero secondo concetti legati alla vecchia politica, decidere loro chi debba entrare e chi no, in uno schieramento. Esiste un tipo di amministratore locale, che ha sfruttato sempre le debolezze del territorio utilizzando il precariato diffuso nel mondo del lavoro, per elargire favori su base assistenziale.

Durante il dibattito domenicale, l`esponente del governo Renzi, ha voluto sottolineare, come quando iniziarono l`esperienza della Leopolda a Firenze, venivano visti quasi come barbari, ma oggi alcune conquiste come il Jobs act, sono state ottenute, con parziali modifiche all`articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Bisogna eliminare, ha continuato il deputato, le diseguaglianze esistenti nel sistema di distribuzione ed approvvigionamento delle risorse idriche, con evidenti disparità non accettabili. Mare, beni culturali e territorio, rappresentano risorse importanti sulle quali puntare, ma non vengono tenute in considerazione, continuando ancora a vivere basandosi sulla logica dei trasferimenti pubblici. Occorrerebbe incentivare e favorire invece, l`imprenditoria privata quale fonte di nuovi posti di lavoro e ricchezza.

In chiusura, è questo il pensiero dell`autore: “Sottosopra”, un libro che parla di Sicilia, la mia isola, che amo profondamente e per la quale desidero il meglio, purtroppo da troppo tempo è ostaggio di una classe dirigente, questa le impedisce i movimenti per poter crescere, credendo sulle proprie potenzialità e fruttandole. Raccontiamo la Sicilia in modo diverso da come siamo abituati a sentirne parlare, cambiando visione delle cose per uscire dall’immobilismo e tornando ad essere produttivi, come mai nessuno ha avuto il coraggio di fare.

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