Ieri pomeriggio i Carabinieri del nucleo operativo di Patti hanno arrestato due allevatori col l’accusa di incendio boschivo in concorso. Trattasi del 44enne Franco Manera, residente a Castell’Umberto, e di suo figlio Giueseppe Manera, 25enne. I militari mentre effettuavano un servizio di controllo del territorio, transitando per la SS 116 – con direzione di marcia C/da Favoscuro Floresta – hanno notato un incendio nella vallata lato monte del Comune di Floresta.

Avvistata nei pressi dell’incendio un’autovettura fuoristrada, hanno proceduto ad osservarne gli spostamenti per verificare se gli autori dell’incendio fossero i passeggeri di quel veicolo. Dal posto di osservazione hanno accertato che la stessa autovettura nel percorrere la strada interpoderale che conduce alla SS 116 si fermava più volte e esattamente nel punto di sosta, poco dopo che il veicolo riprendeva la marcia, si notavano nascere nuovi focolai. Focolai che da lì a poco si andavano man mano sviluppando in incendi.

I Carabinieri del Nucleo Operativo di Patti, unitamente ai Carabinieri della Stazione di Floresta giunti in supporto dei colleghi, dopo aver allertato il dipartimento dei Vigili del Fuoco di Randazzo per intervenire sui luoghi teatro dell’incendio, si sono subito messi sulle tracce del veicolo in questione per poi intercettarlo dopo pochi minuti.

Gli occupanti del veicolo sono stati identificati in Franco Manera, allevatore, residente a Castell’Umberto (ME), classe 1972, con precedenti di polizia, e Giuseppe Manera, allevatore, residente a Castell’Umberto (ME), classe 1993, incensurato, rispettivamente padre e figlio. Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni strumenti di innesco da fuoco.

Le fiamme hanno interessato e distrutto circa 3 ettari di macchia mediterranea e terreno alberato insistente, in parte, in area protetta del parco dei Nebrodi, provocando ingenti danni non quantificabili.

Il repentino intervento dell’Arma ha consentito non solo l’individuazione dei rei, ma ha anche scongiurato l’ulteriore propagazione delle fiamme ed evitato che gli arrestati innescassero ulteriori focolai che avrebbero potuto distruggere aree ben più vaste, mettendo a rischio non solo l’area protetta del parco, ma anche le abitazioni rurali dell’area che spesso, in particolar modo nei fine settimana, diventano luogo di ritrovo per scampagnate domenicali.

Padre e figlio sono stati arrestati per il reato di incendio boschivo in concorso. Gli stessi, su disposizione del Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Patti, sono stati tradotti presso la propria abitazione a Castell’Umberto in regime di arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida tenutasi in mattina odierna presso il Tribunale di Patti. L’arresto è stato convalidato e i due nuovamente sottoposti agli arresti domiciliari.

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