Martedì 26 aprile nel Salone delle bandiere del Comune di Messina, si svolgerà un incontro con inizio a partire dalle 15.30. Al dibattito, dal titolo: “Rete delle fattorie sociali in Sicilia, le nuove frontiere della riabilitazione socio sanitaria nella disabilità“, parteciperanno Salvo Cacciola, che affronterà l’argomento: “L’Agricoltura sociale come opportunità educativa-formativa-riabilitativa-occupazionale per i soggetti svantaggiati” e Renato Scifo direttore U.O.C. di N.P.I Ospedale Santa Marta e Santa Venera di Acireale, relatore sul tema: “Interventi socio-sanitari assistenziali e riabilitativi nelle Fattorie Sociali, realizzati nei confronti dei soggetti affetti da autismo nella Progettazione dell’ASP di Catania”. Salvo Cacciola, è il presidente della Rete Fattorie Sociali in Sicilia.

L’iniziativa, è organizzata dal “Tavolo di lavoro autismo del Comune di Messina”, per l’impegno profuso da Carmelo Caporlingua e Giuseppe Currò. Esistono imprese Agricole, che nelle proprie aziende organizzano attività culturali, educative, assistenziali, formative ed occupazionali in favore di soggetti deboli, viene sviluppata quella che viene oggi ad essere una “Fattoria Sociale”. In un ambiente come quello descritto, l’agricoltura, assume la propria caratteristica sociale che si esprime in forma solidale, esplicitando aspetti di gratuità e reciprocità nell’aiuto verso l’altro.

Le fattorie sociali in Sicilia, nascono da un incontro tra agricoltori biologici e il mondo variegato del sociale. Il rapporto tra agricoltura sociale e biologica è molto stretto, sia per il contesto di maggiore sicurezza e benessere offerti, che per la condivisione di motivazioni etiche ed ambientali. Con il Progetto “Dalle Biofattorie didattiche alle fattorie sociali”, si è data negli anni un’occasione di interazione con il mondo della scuola, coinvolgendo attivamente i ragazzi, 1500 minori che frequentavano la primaria e la secondaria superiore di primo grado delle province di Catania, Siracusa, Messina e Caltanissetta.

Una proposta educativa per contrastare l’obesità infantile, attraverso una corretta alimentazione, aveva l’obiettivo di rimotivare i minori a rischio di dispersione, seguendo un percorso educativo innovativo. Nei prossimi anni, bisogna sviluppare una relazione sempre più stretta tra l’agricoltura e i servizi socio – sanitari ed educativi. In Sicilia si registra un interesse verso l’agricoltura sociale, testimoniato dall’istituzione presso l’Assessorato Regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali della Regione Siciliana di un Tavolo Tecnico.

Le modifiche in essere, stanno cambiando le stesse aziende, facendole diventare centri di socialità aperti alla comunità locale. Non vanno dimenticate, le difficoltà per avviare un’attività di agricoltura sociale, mancando una legge di settore e adeguati sostegni. Lo squilibrio territoriale ed i problemi legati alle relazioni con i diversi soggetti (Asl, Comuni, servizi sociali, scuole, famiglie, associazioni, gruppi di volontariato, imprese, ecc.), rendono difficile la nascita di nuove realtà. Attraverso dei “Protocolli d’intesa”, fra le parti interessate, possono superarsi le criticità accennate, realizzando progetti in favore di giovani con disturbo della sfera psico affettiva e di quella cognitiva, ovvero soggetti rientranti nello spettro autistico.

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