Maurizio Rella, rappresentante del “comitato per la democrazia costituzionale”, presente ieri a Messina in piazza Unione europea, in occasione delle celebrazioni 71° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, specifica il suo ampio pensiero sul significato della giornata trascorsa, lo fa in tali termini: ” E’ sempre più importante celebrare la giornata della liberazione, in un momento in cui i segnali della destra in Europa sono preoccupanti. Anche in Italia, incombe il rischio dello spostamento a destra a partire dalla deriva neo -centrista del governo Renzi, delle sue politiche neo – liberiste e quello relativo ad un’aberrante legge elettorale chiamata “Italicum”. Naturalmente altrettanto, preoccupante l’ascesa nel paese della destra xenofoba di Salvini”.

Continua, concludendo, l’esponente pro referendum: “Aldilà del rituale, la presenza ieri, del comitato formatosi in città, portando il suo striscione “partigiani della costituzione” accompagnato dalle note di “bella ciao” ha costituito un momento di grande emozione e unità d’intenti nella lotta per il referendum di ottobre, dove ribadiremo il NO alla riforma Renzi – Boschi e i due SI all’abrogazione dell’Italicum. Oggi, si darà avvio alla raccolta delle firme davanti al Municipio, con delle letture di Maurizio Marchetti e il violino di Viola Adamova, appuntamento previsto nel corso della mattinata, un tentativo col quale anche Messina, si inserisce  fra i partecipanti alla campagna referendaria per cambiare la riforma costituzionale, di recente approvata in Parlamento, difendendo così la nostra Costituzione”.

Saranno presenti, i consiglieri comunali di palazzo Zanca Gino Sturniolo e Nina Lo Presti, nella circostanza dunque si potrà firmare per i referendum abrogativi della legge elettorale e per contrastare l’abnormità connessa all’eccessivo premio di maggioranza, eliminando i capilista preordinati e gestiti dalle segreterie di partito, restituendo il diritto ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.

Perché il referendum confermativo, possa essere approvato dalla Corte Costituzionale, deve precisarsi che entro tre mesi dall’approvazione, debba verificarsi almeno una delle seguenti condizioni, almeno 500 mila cittadini sottoscrittori aventi diritto di voto o 5 Consigli regionali favorevoli, ovvero un quinto dei componenti di una delle due Camere, non è richiesto il raggiungimento del quorum del 50% più uno degli elettori per la validità dello stesso, come prevedono le norme che regolamentano la materia referendaria con poteri di abrogazione.

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