La situazione dei trasporti in Provincia di Messina ed oltre lo Stretto, saranno il tema della odierna puntata di Malalingua. Per percorrere una decina di chilometri in treno tra Messina e Rometta, che dovrebbero far consumare non più di sette minuti, i pendolari messinesi attendono, a volte, tra andata e ritorno, anche un’ora. In compenso, hanno realizzato una metroferrovia che costa duecentomila euro all’anno e che porta ogni giorno tra Messina, Giampilieri e vice versa, appena dieci passeggeri in media. Ma non è tutto, la vita dei pendolari “messinesi” è amara a 360 gradi, quando si raggiungono località vicine o se si scelgono le più lontane.

Così, tra un taglio e l’altro, fra svariati piani di trasporto, approvati dalla Regione, dalle Ferrovie e dai privati, è successo che dopo le 20 non ci sono più navi del servizio pubblico per la Calabria, ne pullman o treni da Messina verso Palermo, o comunque aventi come destinazione la città peloritana. I privati molto spesso, vengono finanziati dalla Regione stessa. Quando cala il buio insomma, il trasporto sullo Stretto va a dormire, in tutto questo si inserisce il buon servizio di mobilità cittadina. “Pendolarismo amaro, Messina e i collegamenti negati” è il titolo della nuova puntata di Malalingua che andrà in onda oggi venerdì 6 maggio alle 20,30 su Tcf canale 113 del digitale e in streaming su Tcftv.it, dopo il Tg delle 20.

La trasmissione, condotta da Emilio Pintaldi, vedrà ospiti in studio l’assessore comunale alla Viabilità Gaetano Cacciola, il direttore generale dell’Atm Giovanni Foti, il segretario dell’Orsa Trasporti MIchele Barresi, il presidente del comitato dei pendolari siciliani Giosuè Malaponti, il commissario dell’Azienda siciliana trasporti Massimo Finocchiaro, i deputati regionali Valentina Zafarana e Santi Formica.

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