La recente operazione della Procura della Repubblica di Messina e della DDA peloritana, denominata: “matassa”, non poteva certamente lasciare indifferente colui il quale ha la responsabilità di rappresentare la città. Il sindaco Renato Accorinti, sui fatti in questione, la pensa così: “L’immagine di una intera città e di una comunità nella sua interezza, viene chiaramente messa sotto le scarpe, è l’ennesima volta che succede qualcosa che veramente preoccupa tutti. Preoccupa nel senso della democrazia della libertà, perché quando addirittura parlavamo di questa puzza di mafia (l’ho detto anche qualche anno fa alla Regione), è perché qui in città le mafie: messinese, catanese, barcellonese, calabrese, le massonerie, esistono, non sono illazioni”.

“Ci sono i processi, ci sono le inchieste, io sono meravigliato che ancora qualcuno si indigna. C’è qualcuno, che si può alzare e dire che la mafia non esiste?”. Questa domanda importante, per scuotere le coscienze, in direzione di una presa d’atto responsabile, è la chiusura del discorso del primo cittadino di Messina.

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