L’assessore alle Politiche Sociali, Nina Santisi, coadiuvata dal dirigente al ramo, Domenico Zaccone, alla presenza degli operatori istituzionali del Comune e dell’Asp, dei rappresentanti della società civile, ovvero dell’associazionismo, del volontariato, della cooperazione e dei sindacati, nel corso di una conferenza dei servizi, ha presentato il Piano sociosanitario dell’Area Omogenea 3.

Per la triennalita’ 2013-2015, lo strumento è stato finanziato con il Fondo per le Politiche Sociali, previsto dalla Legge 328 del 2000. Lo stesso è’ stato redatto e rimodulato, secondo le osservazioni formulate dall’assessorato regionale competente, un lavoro eseguito dal Gruppo Piano.

I progetti, riguardano vari settori o ambiti, nei quali andranno ad incidere, si tratta di undici direttrici di intervento: Area 1) Affido leggero, azioni di accoglienza leggera: il progetto ha l’obiettivo più generale di implementare l’affido familiare, promuovendo modalità innovative di accoglienza, come quella diurna giornaliera, durante le vacanze e nei fine settimana, nell’intento di sostenere il minore e la famiglia proteggendo la permanenza nel proprio nucleo familiare, tutte le volte che ciò si rende possibile.

Si intende, in tal modo, limitare l’inserimento dei minori in strutture residenziali e favorire una presa in carico “comunitaria” – Azione 2) Spazio verde – salute mentale: si rivolgerà, in via sperimentale, agli utenti presi in carico dal Dipartimento di Salute Mentale di Messina, che godono di progetti terapeutici individuali al fine di un loro impegno nella realizzazione di un intervento di riqualificazione, cura e manutenzione delle aree verdi della Cittadella della Salute.

Aree adiacenti il Centro Diurno “Camelot”, saranno rese così accessibili e fruibili da parte della comunità più ampia, attraverso l’attivazione di borse lavoro orientate all’acquisizione di competenze ed abilità lavorative – Azione 3) Sportelli di segretariato sociale e “spazi di cittadinanza”: le attività del progetto sono mirate all’organizzazione di “sportelli sociali di cittadinanza” nelle circoscrizioni cittadine.

L’obiettivo, è il dover garantire la prossimità di un servizio di orientamento e accoglienza che consenta di intercettare e leggere il disagio, comprendendo il bisogno prima che si enfatizzi e assuma forme di malessere significativo, verso la promozione e l’attivazione di veri e propri percorsi di empowermentIn che orientino l’utente e migliorino l’offerta.

Azione 4) Famiglie-comunità per il “dopo di noi – inserimento abitativo e socio lavorativo”: il progetto si muove lungo due linee operative connesse per accompagnare le persone con disabilità verso un processo di inserimento abitativo “ad ognuno la sua casa”, attraverso progetti per l’autonomia abitativa del “dopo di noi” e “durante noi” e di inserimento socio-lavorativo “ad ognuno il suo lavoro”, mediante percorsi dedicati di formazione sul campo e borse lavoro.

Azione 5), interventi di prevenzione del gioco d’azzardo patologico: il progetto prevede più linee d’azione orientate al contenimento della diffusione del fenomeno mediante interventi di prevenzione della dipendenza e di sostegno al giocatore e alla famiglia per uscire dalla condizione di emarginazione ed isolamento e acquisire consapevolezza della problematica, riconoscendone segnali e degenerazioni.

A sostegno dell’azione in esame, si prevedono, una campagna di informazione e sensibilizzazione, sportello di accoglienza per giocatori e famiglie, costruzione di percorsi individualizzati, interventi psicoeducazionali e attivazione della rete territoriale.

Azione 6) servizio di mediazione interculturale: l’azione progettuale è pensata per far fronte, “step by step – passo dopo passo”, ai bisogni specifici delle persone di nazionalità straniera evidenziati dalle associazioni e dagli operatori socio-sanitari e intende rispondere al bisogno non solo di integrazione sociale e lavorativa, ma anche di alfabetizzazione linguistica, mediazione culturale e supporto nell’accesso ai servizi sociali e sanitari.

Azione 7) servizio di mediazione familiare e penale: è un progetto volto a promuovere una cultura della separazione, del divorzio e dei conflitti familiari nella prospettiva unica della tutela dei figli e offrire alle coppie in difficoltà spazi di ascolto e mediazione dove riorganizzare i nuovi equilibri familiari, senza mai perdere di vista l’esercizio comune e competente della responsabilità genitoriale. La mediazione penale, nel progetto, si rivolge a superare la contrapposizione ideologica fra reo e vittima e ad avvicinare maggiormente la comunità al problema della gestione della devianza, attraverso la costituzione della rete impegnata nei processi di sensibilizzazione.

Azione 8) il sistema Informativo sociale: la costruzione del Sistema Informativo Sociale va inquadrata in un’azione, non meramente tecnica-informatica, ma rivolta alla definizione di regole e standard per l’organizzazione e la gestione dei flussi informativi strategici, al supporto informativo per la progettazione e gestione degli interventi e del sistema integrato dei servizi socio-sanitari, alla gestione condivisa e coordinata dell’anagrafe degli utenti, alla rilevazione e diffusione dei dati relativi ai bisogni della popolazione.

Azione 9), Sostegno precoce e Sperimentazione per la famiglia con minori affetti da disturbi dello spettro autistico: promuove il sostegno alle famiglie, attraverso il coinvolgimento e l’acquisizione di competenze per la riproducibilità della terapia nel contesto familiare, strategia chiave del successo del trattamento abilitativo, caratterizzato da interventi precoci mediati dai genitori, in particolare nella comprensione del linguaggio e nella riduzione della gravità dei tratti autistici.

Il progetto sostiene, in questa prospettiva, percorsi di parent coaching personalizzati che vede la famiglia nel nuovo ruolo di “co-terapista” a casa – Azione 10) sviluppo è coesione e libertà: si tratta di un articolato progetto di sviluppo di comunità che punta a promuovere processi di capacitazione dei cittadini e delle comunità locali sulle principali aree dei “funzionamenti umani”, coesione sociale, inclusione socio lavorativa, educativa domiciliare a favore della prima infanzia, dei genitori e dei nuclei di coabitazione in condizioni di rischio sociale, azioni di responsabilità sociale e investimento sui “beni relazionali” dei territori.

Azione 11) sostegno alle famiglie con minori affetti da “ disturbo pervasivo dello sviluppo”: anche in questo caso l’azione prevede un intervento di educativa domiciliare, basato su processi di abilitazione comportamentale, la cui efficacia è data dall’applicazione in più ambiti di vita del minore, permettendo di generalizzare i risultati dell’apprendimento.

Durante l’incontro, l’assessore Santisi, ha voluto ringraziare tutti i presenti, in modo particolare il personale del Dipartimento Politiche sociali, con tecnici, amministrativi ed il dirigente dottor Zaccone. In chiusura di riunione invece, la responsabile dell’Assessorato ha evidenziato che: “Il finanziamento complessivo, riguardante le tre annualità è di circa 3.060.068,22 euro.

I prossimi passaggi, come ha specificato l’assessore alle Politiche sociali, sono ora la visione da parte parte del Nucleo di valutazione dell’assessorato regionale alla Famiglia, delle 11 azioni proposte e aggiornate, per un successivo e conclusivo decreto che autorizzi l’esecutivita’ dei diversi interventi.

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