Si svolgerà domani a Palazzo Zanca la presentazione della seconda edizione di “Me&Sea, Sicilian East coast”: per promuovere la salvaguardia delle risorse marine del litorale messinese e siciliana. La conferenza stampa avrà luogo alle ore 10.30 presso Sala Ovale, alla presenza dell’assessore alle Politiche del Mare, Sebastiano Pino.

L’evento, ideato e curato da Elena Bonaccorsi, project manager, in collaborazione con Feeland Group, ha il patrocinio delle Giornate Europee del Mare, estendendo l’ambito delle celebrazioni alle zone limitrofe lo Stretto di Messina e sul territorio siciliano. Gli obbiettivi sono: promuovere la salvaguardia e la diffusione della conoscenza delle risorse marine, valorizzare le principali tematiche culturali e accademiche riguardanti il Mediterraneo ed il confronto con realtà (lontane e vicine) che possano rappresentare un modello di crescita.

La seconda edizione si è estesa sulla costa orientale siciliana, come spinta da una corrente dello Stretto, sviluppandosi nell’acronimo imperfetto di SEA, “Sicilian EAst coast”. Sulla base organizzativa dell’edizione 2015, sono state coinvolte diverse imprese e realtà operanti sul mare che proporranno specifiche attività sui territori di riferimento. I diversi luoghi e le diverse attività, proposte all’interno del calendario, mirano a raccontare e valorizzare quanto la risorsa marina rappresenti un’opportunità.

Uno dei progetti di riqualificazione previsti dal Comune di Messina è la costituzione della Via del Mare che collegherà via Don Blasco a via Maregrosso. Le due vie, esempi di una mancata valorizzazione culturale e territoriale, saranno l’obiettivo della prima giornata europea del mare a Messina. In via Don Blasco avverrà la pulizia delle spiaggia e di uno spazio da poco restituito alla città, mentre in via Maregrosso, degli interventi di arte urbana cercheranno di accorciare la distanza forzata col mare.

Questa iniziativa recupererà l’eredità artistica del cavalier Cammarata, ritenuto il maggiore artista outsider del ‘900 siciliano, che trasformò la sua baracca in cui viveva a Maregrosso in un museo a cielo aperto fatto di opere coloratissime costruite con elementi di risulta e pietre raccolte in spiaggia.

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