Circa dieci giorni, è durato il periodo di detenzione cautelare in carcere, nei confronti del consigliere comunale di Messina, Paolo David. Per l’esponente politico, l’accusa che lo ha portato dietro le sbarre, a Gazzi, è stata quella di associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio.

La Squadra mobile peloritana, attraverso un fitto lavoro di intercettazioni ambientali, sarebbe riuscita a verificare eventuali rapporti che David avrebbe avuto con esponenti della malavita, afferenti i clan di Camaro e Santa Lucia Sopra Contesse.

In udienza, innanzi al Tribunale della libertà, è stato possibile articolare i motivi difensivi, contenuti nell’atto di costituzione predisposto dai legali del politico, Nino Favazzo ed Emilio Fragale. Le tesi dei due avvocati, sono state parzialmente accolte dai giudici del riesame, presieduti dal dottor Antonino Francesco Genovese. Pertanto si è disposta per Paolo David, la custodia ai domiciliari.

Anche  a Paolo Costa, difeso dall’avvocato Domenico André, il Tribunale ha concesso il regime previsto dagli arresti presso il proprio domicilio. Nei prossimi giorni, passeranno al vaglio del TDL, le posizioni di chi in prima istanza era stato destinato alle misure cautelari della carcerazione presso la propria residenza.

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