Dopo la conferenza stampa del consigliere comunale di Forza Italia a Messina, Giuseppe Trischitta, durante la quale ha snocciolato cifre e detto la sua su eventuali responsabilità, circa l’inizio dei debiti a Palazzo Zanca, le reazioni non si sono fatte attendere.

L’ex ragioniere generale del Comune, il dottor Gaetano Saja, ha affidato a Facebook il proprio pensiero, scrivendo: “Sarà, certamente, un ottimo avvocato ed un buon politico, ma come contabile è peggiore dell’acquedotto dell’Alcantera dato che fa acqua da tutte le parti”.

“Leggo su tempo stretto – Trischitta, F.I: -La mamma del default è la giunta Providenti-. Nel corpo dell’articolo si legge: -Il 31 dicembre del ’94 si chiuse con 60 miliardi di lire di avanzo d’amministrazione, spiega poi, grazie al riaccertamento dei residui il 31 dicembre del ’95 l’avanzo fu di oltre 323 miliardi. Ma in 1 anno, dal ’95 al ’96, l’amministrazione riuscì a spenderli quasi tutti-“.

Saja, continua: “Affermazione completamente falsa, perché priva di ogni fondamento. Buona parte dell’avanzo di amministrazione è stato destinato, lo ricordo bene, a regolarizzare contabilmente, i contributi erogati all’Atm negli anni precedenti al 1994 dato che le risorse finanziarie necessarie erano state, all’epoca, maldestramente, imputate alle partite di giro -servizi per conto terzi-“.

“Parte di detto avanzo è stato destinato per finanziare, riconoscere e pagare debiti fuori bilancio, dando copertura economica ai pignoramenti presso il tesoriere disposti dal giudice con la relativa assegnazione. Tutti ricorderanno che nel 2007 ebbi, una diatriba con il commissario regionale dottor Gaspare Sinatra sui conti del Comune”.

“Un giornalista della Gazzetta del Sud, la definì -stucchevole-, si chiese, a Sinatra di fare luce sui “conti del Comune, (la chiarezza avrebbe incluso anche il periodo al quale fa riferimento l’avvocato Trischitta), nessun consigliere comunale sostenne tale iniziativa mentre, qualche anno prima, fu evitata, anche, la nomina di una commissione consiliare d’inchiesta”.

“Anche il sindaco dottor Giuseppe Buzzanca, che seguì il commissario regionale, annunciò l’operazione verità sui conti del Comune, ma tutto si disattese. Parrebbe, nella sostanza, che tutti volevano la chiarezza ma, allo stesso tempo, hanno voluto evitare che la gestione del Comune di Messina potesse formare oggetto di controlli ed accertamenti contabili effettuati da personale esterno all’amministrazione”.

“Quando nel 2007 ed anni successivi, denunciavo pubblicamente che i -bilanci sia consuntivi che preventivi- del Comune di Messina, a partire, certamente dal 2003, non erano correttamente redatti, per significare che erano -falsi-, nessun consigliere comunale ha reagito avendone tutti i diritti, ne è stato chiesto, come sarebbe stato logico, l’intervento della magistratura per fare chiarezza sulle mie dichiarazioni e ristabilire la verità”.

“Nella sostanza a nessuno è stata data la possibilità di mettere gli occhi sulla contabilità del Comune di Messina relativa agli anni 2003 e successivi, quelli del massacro economico finanziario del nostro Comune, quando è intervenuta la magistratura che ha preso in esame i -bilanci consuntivi dal 2009/2011- le responsabilità sono emerse ed il processo ai soggetti inquisiti è -in itinere-“.

L’ex ragioniere, si rivolge a Trischitta: “Gentile avvocato, esamini la delibera 57/C del 30 settembre 1999 che approva il bilancio consuntivo del Comune di Messina relativo all’esercizio 1998, anno in cui il sindaco Provvidenti ha concluso il suo mandato (giugno 1998) e gli è subentrato il dottor, Salvatore Leonardi ed accerterà il tesoretto da quest’ultimo ereditato così costituito: Avanzo di amministrazione al 31//12/1998 lire 118.348.153.007 ed un fondo di cassa depositato presso il tesoriere comunale pari a lire 48.008.654.681 (liquidi ed esigibili)”.

“Si può concludere, gentile avvocato che mentre il sindaco Providenti ha saputo gestire con onestà, oculatezza ed economicità, di coloto che lo hanno seguito non potrà dirsi ugualmente, precisando che la situazione si è maggiormente aggravata ed appesantita a partire dal 2003″.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO