L’ex consigliere comunale Giuseppe Capurro, arrestato lo scorso 12 maggio nell’ambito dell’operazione “Matassa”, è stato rimesso in libertà. Come si ricorderà, i provvedimenti di qualche settimana fa, furono emessi nel contesto di un’azione giudiziaria, tendente a fare piena luce sui nuovi equilibri, creatisi in seno alle organizzazioni criminali di Camaro e Santa Lucia Sopra Contesse.

Il Tribunale del Riesame, presieduto dal giudice dottor Antonino Francesco Genovese, ha disposto pertanto per Capurro la revoca degli arresti domiciliari, precedentemente decisi dal Giudice per le indagini preliminari Maria Teresa Arena.

L’ex consigliere di Forza Italia prima, del Pdl poi, può tornare libero dopo circa venti giorni di detenzione domiciliare. È presto per analizzare i motivi che hanno condotto i giudici del Riesame, a concedere la revoca della prima misura cautelare, dal momento che non si conoscono ancora le motivazioni.

Sembrerebbe però, che siano state accolte le istanze contenute e prodotte, con la comparsa di costituzione in giudizio depositata in Cancelleria dai legali di Giuseppe Capurro, ovvero gli avvocati Daniela Agnello e Nino Cacia.

L’organo giudicante, sulle misure restrittive, in seconde cure, ha revocato parzialmente un provvedimento anche nei riguardi del boss Carmelo Ventura che comunque resta in carcere. Nei giorni scorsi, anche il medico Giuseppe Picarella ha beneficiato dell’annullamento degli arresti stabiliti per lui all’inizio di questi episodi giudiziari.

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