Angela Rizzo, cittadina impegnata nel sociale, con un passato da esperta nella Giunta Accorinti, ha deciso di inoltrare una “Lettera aperta”, alla dottoressa Antonina Santisi, assessore alle politiche sociali, alla dottoressa Maria Lucia Serio presidente della Consulta delle organizzazioni che operano nel Terzo settore ed alla dottoressa Cristina Cannistra’ vice presidente della stessa Consulta delle organizzazioni di volontariato, del Comune di Messina”.

Ecco, il testo: “Sono da sempre convinta, che la gestione e la qualità dei Servizi Sociali erogati costituiscano per chi amministra una comunità il miglior biglietto da visita possibile. Nel momento in cui mi sono resa conto della mia “impotenza” nel cercare di cambiare le cose dal di dentro e a fronte a decisioni ostinate di “non. cambiamento”, non mi restava altro, per dare conto alla mia coscienza, che far conoscere pubblicamente l’inerzia di questa amministrazione nei confronti dei piu’ deboli e dei piu’ vulnerabili”.

“Detto questo e partendo dal principio costituzionale che garantisce il diritto di critica, la sottoscritta ha esercitato il diritto e il dovere di ogni cittadino mettendo in evidenza l’inconcludente conduzione dei servizi sociali a Messina e non ottenendo mai risposte concrete, ma solo espressioni di fastidio”.

“Nel momento in cui ho richiesto a gran voce l’applicazione delle leggi, Lei, assessore, non ha risposto, anzi ha rilanciato accusando la sottoscritta di scrivere sui social network esternazioni critiche sul suo operato e di augurare a suo figlio incubi”.

“Ha ragione a sentirsi ferita, anch’io lo sarei se di mezzo ci fosse mia figlia, mi sentirei ancora piu’ ferita se fossi io a gestire i servizi sociali, così come vengono gestiti a Messina.
Quei servizi volti all’accoglienza dei minori migranti non accompagnati, ai disabili e ai minori in genere. Questi minori non nascono sotto i cavoli, ma esattamente come i nostri figli, solo che non hanno la fortuna di avere una mamma premurosa come lei (e me) a difenderli, non dagli incubi, ma dall’ipocrisia della conduzione dei servizi sociali”.

“Mai e poi, mai mi sarei permessa di attaccarLa sul piano privato. Ho solo fatto un cenno, ma solo perche’ utile alla costruzione di un’iperbole. Andando ai fatti, ho sempre criticato la gestione non molto ortodossa della consulta che, ad oggi, non si attiene nemmeno al regolamento che ne norma l’azione”.

“Ho contestato gli affidamenti e le proroghe, ho richiesto che finalmente venisse attivato il controllo (non certamente dagli inamovibili, mai fatti ruotare, impiegati storici del dipartimento)”. Ho scritto a chiare lettere, che l’iter adottato per la scelta dei dirigente e’ a dir poco fantasioso”.

“Il 17 Maggio alle 16, ho partecipato all’ assemblea della Consulta con il seguente ordine del giorno:

  1. comunicazione del presidente.
  2. relazione della coordinatrice area tematica “Immigrati” su problematiche connesse e accoglienza minori stranieri non accompagnati.
  3. intervento assessore alle politiche sociali, dottoressa Antonina Santisi.
  4. intervento presidente VI Commissione Consiliare, dottoressa Donatella Sindoni.
  5. Varie ed eventuali. Ebbene la presidente della consulta delle organizzazioni, ha messo in evidenza che Lei, dottoressa Santisi, sarebbe potuta restare solo fino alle 17,00 in quanto poi doveva andare via per uno sbarco, quindi, ci invitava a decidere se rimandare o meno l’incontro stante l’esiguità del tempo disponibile”.

“Visto che c’era solo un’ora a disposizione, mi sarei attesa da parte sua un massiccio uso di sintesi e non la narrazione dell’Odissea. E questo anche perché da 8 mesi, dice sempre le stesse cose con lo stesso “mono tono”. Invece, ha iniziato con la trita e ritrita omelia”.

“Mi ha lasciata perplessa, la presenza del Sig. Benny Bonaffini gestore di “Casa Ahmed” e di altri centri di accoglienza migranti. Anche lui ha parlato della dedizione, dell’amore e dell’impegno che mettono nell’accoglienza di questi nostri sfortunati fratelli”.

“Dottoressa, lei ha fatto un excursus partendo dal big bang fino ai nostri giorni, tessendo le lodi del dipartimento, del dirigente e ovviamente del suo operato.
Quindi, si è passati al punto 2 all’ordine del giorno “relazione della coordinatrice area tematica “Immigrati” su problematiche connesse e accoglienza minori stranieri non accompagnati”, che alla luce della narrazione enfatica delle sue gesta, risultava quanto meno di parte e con parecchie omissioni e inesattezze”.

“Ma la cosa che mi ha stranito di più e’ che lei abbia parlato, citando l’ultima conferenza dei servizi, con enfasi massima riguardo il gran lavoro fatto con il PdZ 2013/2015 (non previsto nell’ordine del giorno).
Sul piano di zona 2013/2015 in questi tre anni, si e’ detto di tutto e i fatti danno torto all’amministrazione”.

“C’è poco da menar vanto: i fatti dicono che e’ ancora fermo a Palermo, all’assessorato alla Famiglia. In merito ritengo profondamente scorretto da parte sua propagandare una conferenza di servizi che non rispetta ne’ la tempistica ne’ le modalita’ di legge, insomma non ha né capo né coda, serve solo a creare inutile apparenza di “azione”.

“Tutto cio’ non mi sorprende in quanto anche i rapporti tra consulta e amministrazione non tengono conto delle norme che li regolano. Ho più volte criticato, vista l’esagerata durata, un apprendistato sul quale lei continua a pretendere comprensione, aiuto. A mio parere, la sua azione politica è una voragine nel nulla”.

“Il piano di zona è ormai diventato una barzelletta, dopo anni si è ancora alla conferenza dei servizi. Però lei pretenderebbe il silenzio stampa e affinché io stia brava, zitta e non -disturbi l’autista- contatta persone a me vicine. Nella trasmissione -Malalingua-dell’11.12.2015, dove eravamo entrambe ospiti, si lamentò di quello che scrivo su FB (precisò di non usare i social, ma che erano i suoi congiunti a riferire)”.

“Bacchetti amici e conoscenti comuni, se mettono un “mi piace “ ai miei post che criticano il suo operato. Durante l’assemblea, credo come arma di distrazione, ha tirato fuori un post che avevo scritto nel periodo di pasqua, ma non ha avuto ne’ l’accortezza ne’ la correttezza di riportarlo per intero e quindi le poche parole riferite mi hanno dipinto come una megera, scatenando l’assemblea contro di me, sono state usate parole forti come “terrorista”, insensibile, non degna di stare in un’assemblea e via via in un crescendo poco edificante”.

“Per opportuna conoscenza,  riporto il post pubblicato su FB il 26 Marzo -Sara’ di CATTIVO GUSTO, ma e’ quello che penso. Auguro per questa Pasqua che i sonni dei figli degli assessori e di tutti coloro che ignorano i migranti a Messina, SIANO INCUBI, auguro anche ai genitori di questi figli di avere la stessa angoscia delle madri, delle spose, dei padri e dei mariti dei migranti che ignoriamo a Messina- corredata da una stampa molto suggestiva di una persona che dorme in un caldo letto e la coperta e’ un mare pieno di migranti”.

“Non pretendevo che il mio post fosse compreso da lei e da chi le sta vicino, speravo (la speranza è l’ultima a morire), tuttavia, in una lettura un po’ più articolata, ma capisco faccia più comodo dare addosso al MOSTRO CATTIVO E INSENSIBILE e/o forse non si è proprio attrezzati a non avere paura delle parole e riuscire a vedere oltre. Le azioni da lei messe in essere, potrebbero danneggiare (intenzionalmente o non) la mia persona e il mio vivere quotidiano, inoltre non riportando il post per intero ho percepito l’intenzione di mettermi in pessima luce, cosa che, considerate le azioni degli ultrà dell’amministrazione, potrebbe eccitare gli animi di qualche esagitato, mettendo a repentaglio la mia incolumita’”.

“Non nego di aver scritto il post e non rinnego il contenuto, ma non capisco perche’ lei lo tema visto che fino ad oggi ha dichiarato che Messina e’ la citta’ dell’accoglienza e che i migranti a detta sua, del dirigente del Dipartimento Politiche Sociali e del gestore dei centri di accoglienza, stanno benone”.

Riporto per cortesia nei suoi confronti l’art. 21 della Costituzione Italiana e la invito contestualmente ad assumere un comportamento istituzionale e maturo, le ricordo che i migranti sono anche nostri figli e se lei si preoccupa del sonno del suo io mi preoccupo anche delle difficoltà che ogni giorno affrontano questi poveri ragazzi. Credo di poter dire con cognizione di causa che lei, dottoressa Santisi, assessore alle politiche sociali, sia insofferente alle critiche”.

“Vuole apparire una donna misurata, che tende al ragionamento, “umile”, una donna “democratica”, ma non e’cosi’ e i fatti lo dimostrano. Pertanto dichiaro e rivendico l’esercizio del libero pensiero e mi riservo, qualora si dovesse verificare ancora una volta quello che e’ accaduto fino ad oggi, di adire le vie legali. Va da sé, che la invito a fare altrettanto nel caso nelle cose da me scritte abbiano ravvisato gli estremi di denuncia”.

“Costituzione Italiana
ART. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con laparola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente loautorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili”.

“In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivointervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediata-mente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto”.

“La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi notii mezzi di finanziamento della stampaperiodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte lealtre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimereleviolazioni”.

“Da decreto di archiviazione n. 3451/2013 – Internet rappresenta un potente mezzo di diffusione di notizie, immagini ed idee, ed anche attraverso di esso si estrinseca, come piu’ volte ribadito dalla Suprema Corte, “quel diritto di esprimere le proprie opinioni, diritto che costituisce uno dei cardini di una democrazia matura e che, per tale ragione, figura in posizione centrale nella vigente Carta Costituzionale. I diritti di cronaca e di critica discendono direttamente dall’art. 21 e non sono riservati solo ai giornalisti o a chi fa informazione professionalmente ma fanno riferimento all’individuo uticivis”.

“Chiunque pertanto, con qualsiasi mezzo puo’ riferire fatti e manifestare opinioni e chiunque – nei limiti dell’esercizio di tale diritto (limiti da anni messi a punto dalla Giurisprudenza) puo’ produrre critica e cronaca (ex plurimis Sez. V n. 31392 del 25.7.2008″.

“E’ chiaro che la suddetta lettera non e’ scritta da Angela Rizzo nella qualita’ di coordinatore provinciale del TdM di CittadinanzAttiva, ma come cittadina che le scrive alla luce della sua carica politica e del suo impegno pubblico che la espone a forme di critica anche aspre e pungenti (Sez. V Sentenza n. 13565 del 13.03.2008) e che proprio a causa del suo ruolo deve dare risposte a tutti i cittadini e mai incitare alla rissa solo perche’ non ama essere criticata”.

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