Nel pomeriggio di oggi, sulla banchina del Molo Marconi del Porto di Messina, si è registrato un nuovo sbarco di cittadini migranti. A bordo di una nave tedesca, sono giunti 536 fra uomini, donne e bambini.

Come sempre avviene in questi casi, la città ha mostrato il proprio volto accogliente, in concreto si mostra a questi fratelli che fuggono da guerra, miseria e disperazione. È entrata dunque in attività, la collaudata struttura organizzativa, composta da Prefettura, Questura, Asp, Croce Rossa Italiana, Usmaff ed Associazioni di volontariato.

La Guardia Costiera e la Questura, hanno mantenuto l’ordine pubblico nei luoghi, le Associazioni del terzo settore invece si sono spese per rendere più piacevoli i momenti della permanenza di coloro che sono sbarcati.

Le autorità preposte, hanno adempiuto sia ai controlli sanitari, che alla identificazione e fotosegnalazioni. Oggi, si è vista anche la presenza degli operatori, che hanno creato all’ospedale Papardo, lo “Sportello sanitario” per gli stranieri che arrivano da noi in occasione di questi episodi emergenziali.

Sia il personale del 118, che quello del nosocomio hanno dovuto fronteggiare casi delicati, in particolare, un giovane è sceso dal natante di soccorso in gravi condizioni, per un polmone perforato. Quello odierno, è stato il primo sbarco, dopo una breve pausa delle traversate della speranza, la nazionalità delle persone soccorse ed arrivate a Messina era dell’Africa sub sahariana.

In queste ore, si sono vissute nella nostra comunità, polemiche da più parti, sulla creazione di una struttura di prima accoglienza, denominata hotspot, sulla quale certamente l’attenzione da parte di molti non si è certo sopita, per riprendere sicuramente vigore prossimamente.

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