Il coordinamento per la riforma democratica, si è riunito questa per tenere una Conferenza stampa nell’aula Commissioni del Comune di Messina. Sono intervenuti all’incontro, Maurizio Rella, Marcello Minasi, Renato Coletta, Alessandra Minniti, Federico Martino, Maurizio Ballistreri e Marco Oriolesi.

Il professor Vincenzo Scalisi e l’avvocato Nicola Bozzo,  non sono stati presenti per sopraggiunti impedimenti, mentre ha condiviso questo impegno per il NO al Referendum costituzionale di ottobre anche il professor Giovanni Davoli.

Rella nel suo intervento, ha affermato: “oggi abbiamo chiesto, come coordinamento per il NO alla riforma Renzi/Boschi, un incontro pubblico al Comitato per il SI. Pensiamo che sia un atto dovuto, nei confronti soprattutto dei cittadini e degli elettori, forse siamo i primi a lanciare questa proposta”.

Riteniamo che l’iniziativa si debba diffondere su tutto il territorio nazionale, invitiamo quindi il Comitato nazionale a farsi promotore. Il recente turno di ballottaggio, delle elezioni amministrative, ha compattato, un inusuale fronte del No (diverso da quella unione di un tempo dei padri costituenti), che va da Salvini ai Cinquestelle, comprendendo la sinistra PD, Sel e Sinistra Italiana”.

Il dottor Minasi da par suo, ha riferito: “nel Comitato per il No, sono presenti vari costituzionalisti di fama e spessore, mentre in quello che sostiene le ragioni del SI, vi sono diversi professori universitari, ritengo dunque che non accetteranno alcun confronto”.

Il professor Federico Martino, è intervenuto sostenendo: “ci troviamo di fronte ad un Parlamento, non troppo legittimo, dal momento che la Legge con la quale sono stati eletti i suoi componenti il Porcellum, è stata dichiarata incostituzionale”.

In conclusione, Oriolesi ha sottolineato: ” desideriamo, creare occasioni di confronto fra le due diverse posizioni, ci rammarica il fatto, che una città come Messina dall’antica tradizione universitaria non sia stata partecipe e propositiva quanto ad iniziative dedicate alla riforma referendaria, se non un dibattito con gli onorevoli D’Alia e Finocchiaro, in verità non molto esauriente”.

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