La morte, non ha interrotto l’amore immenso che vi era tra loro ed ha caratterizzato le esistenze di due fratelli catanesi, Pietro e Salvatore Crisafulli. L’ultimo di essi, attaccato più che mai alla vita, nonostante la sua grave disabilità, ha voluto incarnare il “Terry Schiavo” del nostro paese, discostandosi dal pensiero di “Welby”. Salvatore Crisafulli morì a 48 anni, il 21 febbraio 2013, nel 2005 uscì da un coma che durava da due anni, fece anche ricorso al Tribunale di Catania per poter aver riconosciuto il diritto ad essere curato con una terapia basata sulle cellule staminali. L’11 settembre del 2003 il dramma, accompagnando il figlio a scuola, l’uomo ebbe un incidente con un furgoncino, prima conduceva una vita normale, da quel momento la sua vita, così come quella di tutta la sua famiglia cambiò nettamente. Dopo l’infortunio, la diagnosi fu sconvolgente: coma vegetativo permanente, ovvero la sindrome locked in.

Per fortuna come detto, Salatore poté risvegliarsi dopo due anni di stato vegetativo, suscitando com’è comprensibile, grande felicità in amici e parenti. La dottoressa Cecilia Morosini di Milano, che ne aveva seguito il decorso post traumatico, riconobbe che da quel momento sarebbero potuti avvenire eventuali miglioramenti. Nonostante avesse trascorso dieci anni praticamente immobilizzato nel proprio corpo, a letto, Crisafulli non smise mai di condurre una dura e significativa battaglia per il diritto all’assistenza domiciliare, alle cure alternative per dare dignità alla condizione sua e di altri disabili come lui, poteva comunicare solo con lo sguardo. Malgrado la sua condizione, amava intensamente la vita, con Pietro suo fratello, aveva fondato l’Associazione onlus “Sicilia Risvegli”, per essere prossima nel sostegno ai familiari dei malati in coma o portatori di serie malattie neurodegenerative.

Per non dimenticare la sua storia, i familiari di Salvatore hanno deciso di dedicargli un film “La voce negli occhi”, interamente autoprodotto da loro, diretto dal regista Rosario Neri di Palermo. Il titolo già di per se, lascia il segno e trasferisce la realtà dello straordinario vissuto cui ha dovuto far fronte. I medici dopo l’incidente che lo aveva coinvolto, non davano nessuna speranza a Salvatore, sottolineando che si trovasse in coma vegetativo. Mamma Angela e Pietro invece, con il trascorrere del tempo si accorsero delle lacrime, non un riflesso incondizionato, ma di colui il quale era cosciente. Grazie ad un sintetizzatore vocale datogli per comunicare, Salvatore aveva detto la verità, i gravi danni cerebrali riportati, non intaccarono la sua capacità di percepire ciò che lo circondava, dunque trasmetteva segnali per far capire che era vivo.

L’uomo, sapeva bene che la vita fosse un dono prezioso, dunque da quel momento iniziò una battaglia contro l’eutanasia, mai lasciato un solo istante dal fratello, oggi nessuno può dimenticarlo, soprattutto coloro che lo hanno conosciuto. L’opera racconta la sua vita, iniziando dal forte legame con Pietro, che al termine della registrazione della pellicola, ha specificato di essere stanco per l’impegno emotivo derivante dall’aver recitato proprio nei panni di se stesso. I due fratelli avevano un progetto ambizioso, quello di dar vita a Trecastagni in provincia di Catania ad un “centro risvegli”, dove poter curare ed assistere i pazienti con una diagnosi di coma. Grazie alla generosità di una famiglia, c’è la disponibilità di un terreno, ma non ancora i fondi, il film dunque servirà anche per finanziare il progetto. Pietro in questi giorni ha molta amarezza, dice: “nonostante il prodotto audiovisivo sia stato girato a Catania, Milano, in Tocana ed in Austria, ma in special modo interamente in Sicilia, dalle Istituzioni vi è stata una totale assenza, sia dalla Regione, che da diversi comuni interpellati nessuno ci è stato vicino”.

Continua, concludendo: “mio fratello Salvatore, è sempre la stella stella che mi indica i passi da muovere e la giusta direzione, sono stato io a contattare il regista che ha diretto i lavori del prodotto filmico, c’è stata da subito una grande sintonia tra di noi”. Quasi 40 anni raccontati nella pellicola, ritornando indietro al 1975 a Catania, quando Pietro e Salvatore figli di una coppia separata vennero portati in Collegio. I due crescono insieme, da giovani prima, da adulti dopo non si perderanno mai di vista, i rispettivi matrimoni, poi l’incidente. Pietro nel frattempo trasferitosi in Toscana, torna in Sicilia per assistere Salvatore, poi la morte. Per loro negli anni, vi furono tante occasioni per conoscere tante famiglie di disabili siciliani.

“Con gli occhi sbarrati”, il libro scritto dalla giornalista Tamara Ferrari, è stato lo spunto sul quale lavorare per la sceneggiatura del film che dura 1 ora e 40 minuti. Andrea Ferrante allievo di Ennio Morricone, ha firmato la colonna sonora della pellicola. Questi, gli interpreti: Orazio Campagna (Salvatore bambino), Carmelo De Luca (da adulto), Pietro bambino è Karim Anselmi, Jonathan Crisafulli per le scene riguardanti gli anni ottanta. Mamma Angela, con la sua forza, è interpretata da Maria Maugeri. Tra gli altri che hanno contribuito con il loro ruolo, alle scene troviamo: Giovanni Gagliano, Francesca Tropea, Agata Reale, Rosalba Bologna, Enzo Campisi, Maurizio Bologna, Giuseppe Santostefano e Domenico Crisafulli. Domani venerdì 24 giugno, alle ore 20, al Centro commerciale “Porte di Catania”, è prevista la “Proiezione Trailer del Film”.

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