Proposta Turistica 3.0 già da diverso tempo, guarda al comparto nel quale opera in una ottica di integrazione dei territori, con le loro differenti peculiarità, per dar modo a questi di potersi sviluppare e di essere conosciuti sempre più. Dopo il successo del primo evento, oggi verrà riproposta l’apertura straordinaria in notturna del Castello Rufo Ruffo di Scaletta Zanclea (Messina). Immersi in un’atmosfera magica tra suggestive luci ed ombre dove miti e leggende superano storia e realtà, saranno previste visite guidate dalle ore 21 alle 23. Imponente maniero, mantenuto intatto nei secoli, il Castello Rufo Ruffo è considerato uno dei siti storicamente più importanti ed affascinanti del nostro territorio. E’ entrato di diritto nell’itinerario dei Castelli Federiciani in Sicilia, l’unico nella zona jonica messinese. Fu costruito sulla roccia da Federico II nel XII secolo, la sua struttura è quella di un “dongione”, dimora fortificata medievale ed elegante residenza signorile.

In passato il Castello vide le gesta di personaggi affascinanti come la baldanzosa Macalda da Scaletta eroina dei Vespri in Sicilia, l’Imperatore Carlo V che vi soggiornò nel 1535 per dilettarsi nelle battute di caccia al cinghiale, passando da Matteo Selvaggio ai Pellegrino, quindi ai Saglimbene Marchese, infine ceduto nel 1672 alla famiglia Ruffo. La parte nord orientale del Castello, è crollata nel 1908 durante il terremoto. Nel 1969 il principe Sigerio e la principessa Ludovica Ruffo, donarono il castello al comune di Scaletta. Un piccolo museo è stato creato all’interno con diverse bacheche che conservano documenti cartacei, medaglie, armi ed armature. Tutti gli oggetti, provengono dal Museo Regionale di Messina e dall’associazione culturale “Amici del Museo” diretta dal professor Franz Riccobono. Oggi il Castello, punta a proporsi al mercato turistico grazie all’accordo intrapreso tra il Comune di Scaletta Zanclea e l’Associazione Proposta Turistica 3.0 che ne cura la promozione e l’accoglienza multilingue.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO