La discarica di Pace nel mirino dell’Altra Messina: l’associazione ritiene un controsenso la collocazione della discarica in una zona a vocazione turistica. In evidenza l’incongruenza della decisione del TAR di Palermo, che consente al ricorrente Consorzio Cooperative Costruzioni di mettere in contraddizione il decreto di due importanti ministeri della repubblica. L’Altra Messina prefigura un grave conflitto di competenza tra due poteri dello Stato, quello Legislativo e quello Giudiziario che configgono in realtà a danno dei cittadini.

L’Altra Messina non può’ accettare la giustificazione semplicistica, per cui dal momento che la Regione non ha ancora normato la materia di “tutela del paesaggio”, “i piani regionali soltanto adottati ma non definitivamente approvati dalla Regione non possano creare nuovi vincoli paesaggistici”. La giustificazione addotta non sembra aver alcun senso logico soprattutto se si tenesse conto all’interesse prioritario del cittadino e non degli interessi economici in gioco.

L’Altra Messina ricorda che nel caso di Pace la discarica sorge in zona prossima all’abitato, in un sito a vocazione turistica, divisa da quel che resta dell’antica cinta precollinare cittadina da un litorale di indubbia bellezza che nei nomi stessi preannuncia l’infinito, Contemplazione, Pace, Paradiso; che se invece della bistrattata Messina fosse sorto in un altro luogo di questa Penisola avrebbe comportato una valorizzazione senza discussioni né piani di salvaguardia. Il paesaggio da tutelare esiste indipendentemente dall’esattezza della virgola apposta in un regolamento. Non si può’ subordinare una misura di tutela alla questione materiale della congrua presentazione di un piano ,

L’Altra Messina invita i messinesi a fare sentire la loro ferma opposizione, tanto più’ che le carte parlano di un “biostabilizzatore con annessa discarica”, in pratica una vera e propria discarica urbana che l’amministrazione Accorinti vuole disperatamente a Pace e che, nonostante il parere negativo del Ministero dell’ambiente di quello dei Beni culturali esprimevano parere negativo, la Regione completava gli iter delle gare di appalto assegnava l’aggiudicazione definitiva dell’opera al Consorzio Cooperative Costruzioni.

L’Altra Messina stigmatizza la decisione del Tar che ha dimostrato di non tenere in alcun conto il parere dei due ministeri (bella considerazione) ed ha impugnato il decreto che stabiliva che il sito di contrada Pace rientrava nel piano di tutela paesaggio locale dello Stretto di Messina; dove non è consentito costruire discariche.

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