Egregio Direttore, in merito all’articolo pubblicato su Messina Magazine il 20 maggio scorso con il titolo “Cisl Messina, Poste Italiane: madri lavoratrici discriminate, l’azienda ribadisce di aver sempre operato in perfetto accordo con la normativa vigente, a partire dalla valorizzazione dei periodi di astensione obbligatoria per maternità ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio.

Lungi dal discriminare le madri lavoratrici, Poste Italiane dedica da tempo grande attenzione al tema della parità di genere, come testimoniano le numerose iniziative rivolte alle donne, che costituiscono più della metà dell’intera popolazione aziendale: dall’apertura di asili nido aziendali ai “parcheggi rosa”, dai percorsi di assistenza ed aiuto nel reinserimento dei dipendenti dopo una lunga assenza fino alle modalità di lavoro tese a conciliare le esigenze della vita lavorativa con quelle della vita familiare, come il telelavoro o il part-time.

Per quanto riguarda i criteri per la trasformazione dei rapporti di lavoro part-time in tempo pieno, che comprendono tra gli altri quello della effettiva presenza in servizio, l’azienda ha semplicemente applicato gli accordi sottoscritti a livello nazionale e territoriale con le organizzazioni sindacali, in coerenza con il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Maria Grazia Lala
Comunicazione Territoriale Sicilia
Poste Italiane

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