Per tre anni è stato coinvolto, nelle indagini relative alle spese non giustificate sostenute dai capigruppo all’Assemblea Regionale Siciliana, lui rappresentava il “Movimento per l’Autonomia”, dell’ex governatore Raffaele Lombardo. Per Cateno De Luca, attuale primo cittadino di Santa Teresa di Riva, oggi dopo tre anni di indagine è arrivata l’assoluzione, con la formula: “perchè il fatto non sussiste”. De Luca, chiarisce: “ho chiesto di essere giudicato immediatamente, sono stato l’unico capogruppo che ha ottenuto l’assoluzione con formula piena, non ho fatto spese pazze con i soldi del Parlamento siciliano”.

Continua, il sindaco santateresino: “dai documenti acquisiti dalla Guardia di Finanza, era emerso che io avevo speso più soldi di quelli che mi corrispondeva mensilmente il Parlamento siciliano. In definitiva, è stato confermato, che l’onorevole Cateno De Luca, ci ha rimesso pure soldi di tasca sua nel fare politica. Ringrazio di cuore i miei avvocati Giuseppe e Giovanni COZZO, che sono riusciti a tenere a bada le mie intemperanze ed hanno brillantemente difeso la mia onorabilità”.

Il primo cittadino, così termina: “vi giuro, che stare nel tritacarne della giustizia, con dei pubblici ministeri che per mestiere devono rappresentarti come un delinquente è moralmente massacrante, ci perdi la vita. Io sono e rimarrò sempre Cateno De Luca, a prescindere dalle condanne o dalle assoluzioni, sono un uomo di buona volontà che agisce e sogna, nel suo piccolo vuole e può dare un contributo per cambiare in meglio la nostra società”. L’accusa, rappresentata in aula dai p.m., aveva chiesto una condanna per lui a due anni e sei mesi, con l’interdizione dal ricoprire incarichi pubblici per diciotto mesi.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO