“La Salute nelle città: bene comune”, è questo il titolo del progetto condiviso da, CittadinanzAttiva e dal Tribunale dei diritti del malato. In Italia, quasi 4 cittadini su 10 risiedono nelle 14 città metropolitane.

Lo spostamento verso le aree urbane comporta sostanziali cambiamenti dello stile di vita rispetto al passato: cambiano le abitudini, i lavori sono sempre più sedentari, l’attività fisica diminuisce. Fattori sociali, questi, che rappresentano un potente volano per le cosiddette malattie della società del benessere: obesità e diabete.

L’HealthCity Think Tank, gruppo di esperti provenienti dal Ministero della salute, Istituto superiore di sanità, Anci-Associazione nazionale comuni italiani, Università di Roma “Tor Vergata”, Istat, Censis, si è posto l’obiettivo di analizzare il contesto economico-sanitario, sociologico, clinico-epidemiologico e politico-sanitario, per studiare i determinanti della salute nelle città, mettendo a punto il manifesto “La Salute nelle città: bene comune”.

Tale documento si propone di offrire alle istituzioni e alle amministrazioni locali spunti di riflessione per guidarle nello studio di questi determinanti nei propri contesti urbani e fare leva su di essi per mettere a punto strategie per migliorare gli stili di vita e la salute del cittadino.

L’Oms ha coniato il termine healthy city, che descrive una città conscia dell’importanza della salute come bene collettivo e che, di conseguenza, mette in atto politiche sociali, culturali ed economiche chiare per tutelarla e migliorarla. Il contesto ambientale e sociale in cui viviamo oggi a Messina, specie per le inefficienze ed inadeguatezze dei Servizi Sociali, non solo non ha garantito l’equità ai cittadini, ma sta generando tensioni sociali, vedi le iniziative sindacali, ed introducendo minacce per la salute della popolazione.

Peraltro l’assoluta inefficienza dell’attuale gestione della cosa pubblica a Messina non consente neppure di valutare, in generale, i rischi che l’urbanizzazione comporta per la salute pubblica, con buona pace della città metropolitana.

Il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha sottolineato la necessità di impegnarsi nel campo della prevenzione ma, a Messina, tra l’altro, non si è pensato neppure di lanciare una documentata campagna sull’efficacia delle vaccinazioni, nonostante i rischi che incombono sulla popolazione infantile autorevolmente denunziati e nonostante l’impegno profuso dall’Ordine dei Medici e dagli Uffici che, nell’ASP, si occupano della materia.

L’ipotesi di attuare nelle Città e nelle aree urbane strategie integrate di promozione della salute con iniziative culturali, sociali e sanitarie, attraverso un’azione coordinata su più fronti, è possibile anche a Messina? Noi, come CittadinanzAttiva, fin d’ora, diamo la massima ed incondizionata disponibilità.

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