Martedì 19 luglio, saranno trascorsi ventiquattro anni, dalla strage di via D’Amelio a Palermo, nella quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Anche a Messina, la data sarà ricordata, conealcune celebrazioni.

Il Comitato XIX luglio, in proposito comunica: “nell’ambito delle iniziative di commemorazione del ventiquattresimo anniversario della morte di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, si comunica che domani, a partire dalle ore 15.30, presso l’Aula Magna della Corte di Appello di Messina, si svolgerà il Convegno di studi dal titolo: -I beni confiscati alla mafia, profili teorici, investigativi e pratici-“.

“Interverranno, ai lavori: l’onorevole Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia presso l’assemblea Regionale Siciliana, (che ha recentissimamente ospitato in audizione il Sindaco di Messina), il direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Messina, professor Giovanni Moschea, il capo della Squadra Mobile di Messina, dottor Giuseppe Anzalone”.

“Porgeranno i saluti istituzionali,  il presidente della Sezione Misure di Prevenzione presso il Tribunale di Messina, dottor Nunzio Trovato e il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Vincenzo Ciraolo. L’incontro si concluderà con l’importante testimonianza del signor Giuseppe Costanza, ex autista personale di Giovanni Falcone e unico sopravvissuto della strage di Capaci”.

I promotori dell’evento, concludono, specificando: “al termine dei lavori, i partecipanti si sposteranno in piazza Pugliatti, di fronte al Rettorato, ove – su iniziativa dell’Associazione Universitaria “Atreju – La Compagnia degli Studenti” – verrà deposto un cuscino di fiori ai piedi del c.d. Albero Borsellino”.

“L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione culturale forense  – Avv. Nino D’Uva- (intitolata al compianto professionista, vittima di mafia della recente storia messinese) dal -Leo Club Messina Host- e dalla stessa Associazione Atreju, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Messina, della Polizia di Stato e dell’Università degli Studi di Messina”.

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