Erano circa le 14, quando 451 migranti sono sbarcati al Molo Marconi del Porto di Messina, a bordo della nave Dignity One di “Medici Senza Frontiere”. Per il secondo anno consecutivo, “MSF” è impegnata in operazioni di soccorso, ricerca e assistenza medica nel Mediterraneo centrale.

È fatale il tratto di mare, tra la Libia e l’Italia, nel quale lo scorso anno sono morti in 2892 tra uomini, donne e bambini. Questa rotta, resta la più battuta fra quelle scelte per abbandonare l’Africa ed approdare sulle coste europee. A bordo di tre navi – Dignity I, Bourbon Argos e Aquarius (in collaborazione con SOS Mediterranee) – i team di Medici Senza Frontiere, hanno le competenze e l’equipaggiamento necessario per attività di primo soccorso e assistenza medica, per trattare casi frequenti quali la disidratazione, l’ustione da benzina o carburante, l’ipotermia e le infezioni cutanee, principali bisogni medici emersi tra le persone che sono state soccorso lo scorso anno.

L’organizzazione umanitaria, fornisce inoltre un primo soccorso psicologico a bordo, mentre le équipe MSF presenti a terra in Sicilia, assicurano tramite progetti attivi per fornire il necessario supporto medico, che questo continui anche dopo lo sbarco.

L’Unità navale, approdata oggi, ha una lunghezza di 50 metri, può accogliere a bordo 400 persone, su di essa vi sono 16 persone di equipaggio medici compresi. Le odierne operazioni a terra, sulla banchina di riva del Porto peloritano, si sono svolte con le consuete modalità.

Le procedure dell’accoglienza, sono state coordinate dalla Prefettura di Messina, i componenti dell’Asp, dell’Usmaff e della Croce Rossa hanno effettuato gli screening sanitari, fornendo anche le prime cure. La sicurezza della zona dedicata, agli approdi emergenziali (per ragioni umanitarie), è stata garantita dai volontari dell’Associazione “Guardia Costiera” e dalle Forze dell’ordine.

Le Associazioni di volontariato presenti, hanno favorito il crearsi di condizioni il più possibile accoglienti, durante le fasi dello sbarco, gli addetti dell’Ufficio Immigrazione della Questura e della, Polizia Scientifica, si sono occupati delle operazioni relativi alla fotosegnalazione. Anche i volontari, dello Sportello di Mediazione Culturale, inaugurato lo scorso 29 aprile all’Ospedale Papardo, hanno dato il loro fattivo contributo, così come il Dipartimento Politiche sociali del Comune di Messina, rappresentato dal dirigente, dottor Domenico Zaccone.

Al termine di tutte le fasi, previste dai protocolli esistenti, i migranti sono stati fatti salire sui pullman pronti ad attenderli per accompagnarli nei centri di prima accoglienza della città.

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