Da decenni, in via M. Aspa centralissima strada di Messina nei pressi del Teatro, la vita è un inferno, questo sicuramente dal 1997, inizio di una prima presa d’atto del problema da parte di venti nuclei familiari residenti della zona. Tutto, per l’esistenza di esercizi commerciali ad alta pericolosità per la salute pubblica.

Hanno raccontato i loro problemi, questa mattina in una conferenza stampa nella Sala Ovale di Palazzo Zanca, Pietro e Stefania Fama’. Il signor Pietro, dopo aver esperito tutti gli atti necessari insieme agli altri condomini, non ha avuto altra scelta, se non quella di doversi rivolgere alla Magistratura penale, affinché sia ripristinata la sicurezza della zona.

La macchina giudiziaria è partita, eventuali reati penali che dovessero emergere dagli atti del fascicolo di indagine, saranno valutati nella loro sussistenza per poi essere perseguiti penalmente, da parte del magistrato competente, l’aggiunta, il dottor Sebastiano Ardita.

I fatti in questione, sono delicati, parte dell’indagine vede atti che l’Autorita’ Giudiziaria competente, ha deciso opportunamente di secretare.
È opportuno specificare, che il regolamento del condominio ove insistono le attività inquinanti, ne vieta la presenza.

Inoltre, in base ad un Regio decreto del 1934, tutt’ora vigente e ad una Ordinanza sindacale, nel centro è inibita ogni attività di officina, carrozziere, autolavaggio ecc., tranne se la stessa non sia   esercitata all’interno del fabbricato rispettando tutta la normativa prevista dalle vigenti disposizioni delle autorità sanitarie.

Nel 1997, l’allora assessore Antonio Saitta, sentiti gli abitanti della via, consiglio’ loro, di interessare della vicenda i Vigili Urbani, a distanza di anni ora, si spera che la strada giudiziaria possa restituire una serenità smarrita negli anni.

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