Gli attentati nelle ultime settimane in Europa, a partire dal più recente: Rouen, Francia, due francesi sgozzano prete in chiesa e feriscono alcuni ostaggi. Ansbach, Germania, siriano imbottito di tritolo esplode prima di fare una strage di giovani spettatori ad un concerto. Monaco di Baviera, Germania, matto che sembra imitare Breivik spara a raffica su giovanissimi, saltellando e chiacchierando sui tetti. Nizza, Francia, squilibrato spazza via la folla a bordo di un camion frigo, superando senza difficoltà le transenne e i controlli.

Follia collettiva autodistruttiva dei nostri giorni, il susseguirsi di attentati terroristici di matrici diverse. Ormai, risulta faticoso persino seguire le news che si sovrappongono freneticamente, e non solo: riesce difficile, se non impossibile, discernere il vero dal falso. Follia collettiva quella dei media, compulsivi nel vomitare e ri-vomitare maniacalmente ogni tipo di informazione (tra quelle permesse). Anche se ventilate da asini che volano. Generando nuovi spunti per chi ancora non ne avesse a sufficienza. E tanta, ma tanta emulazione.

Follia collettiva quella dei giovani senza futuro, privati di prospettive che s’immolano al dio di turno, pur di credere in una causa e sacrificare la vita propria e altrui, in nome di una ragione: destabilizzare il sistema occidentale, ladro di ogni speranza. Follia collettiva che si manifesta ancora in singole cellule impazzite, purtuttavia sempre più frequenti, come il figlio di immigrati emarginato, vittima di bullismo e forse ingaggiato dal califfato proprio perché psicolabile?

Follia collettiva dettata da una manipolazione mentale ormai pregna di violenza di ogni genere, basti fare zapping per vedere sangue, orrore e morte nei vari film e/o tg trasmessi. Follia collettiva guidata dalla frustrazione, dall’impotenza, dalla rabbia che troppi ormai provano, arrivando addirittura ad inventarsi il nemico disabile (vedi strage in Giappone), cattolico, di colore, religioso e chi più ne ha più ne metta. Non si spiegherebbero, altrimenti, i foreign fighters europei che si arruolano nelle fila del terrorismo jihadista.

Le domande da porsi sono tante e tante dovrebbero essere le risposte, chè fare di tutto un ISIS un fascio, a mio avviso, è pura strategia del terrore. E se è questa a farsi breccia, il fine quale sarebbe? Spingere le popolazioni a reagire contro l’unico mostruoso nemico, “imbracciando i fucili”? Una follia collettiva, dunque, che assecondi ciò che già si sta preparando su campo planetario: la terza guerra mondiale.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO