Ancora una volta maltrattamenti su piccoli esserini indifesi. E’ accaduto in un asilo nido di Milano, il Baby World Bicocca, dove due giovani “educatori”, Enrico Piroddi e Milena Ceres, sono stati arrestati grazie alle videocamere dei carabinieri, i quali hanno immortalato le violenze e colto i coordinatori in flagranza di reato.

Non abbiamo ancora dimenticato gli atti nauseabondi di esseri inqualificabili che maltrattavano anziani disabili: sbatacchiati e umiliati come fantocci di paglia. Così come non abbiamo dimenticato i recenti filmati di altrettanti spregevoli umani che abusavano di piccolissimi minori: strattonati, schiaffeggiati, puniti perchè inappetenti, tanto da venire letteralmente sbattuti col viso nel piatto. Non abbiamo dimenticato un profondo senso di sgomento, nausea e rabbia che abbiamo provato nell’assistere a quelle scene ripugnanti. Eppure, eccoci di nuovo a parlare di atti disumani, di indicibili violenze nei confronti dei più deboli.

La storia si ripete perchè certa aberrante umanità non si estinguerà mai. La storia si ripete perchè persone poco serene o, peggio ancora, esaurite, individui assolutamente non idonei a prendersi cura di anziani, bambini, disabili, pur di guadagnare, assumono ruoli non dettati dalla vocazione, dall’indole, dalla reale passione, propensione. E non solo. Spesso sprovvisti di un’adeguata, valida preparazione, lavorano in questi settori per mero scopo economico. Ciò vale anche in altre sezioni umanitarie, dove dovrebbe vigere la stessa regola etica. Una su tutte: massima tolleranza e massimo rispetto.

Se non vivessimo ancora in un mondo barbaro, incivile e brutale non sarebbe necessario adottare misure precauzionali come la videosorveglianza obbligatoria in asili e case di cura. La privacy è sacra, è vero, anche se viviamo nell’era del grande fratello virtuale, dove privato sembra diventata una parola obsoleta, oserei dire ridicola. Comunque, credo vada rispettata. Una seria riflessione sul permettere telecamere in luoghi simili, visto il ripetersi di certi inaccettabili accadimenti, è tuttavia necessaria.

Orrore, ribrezzo, sdegno. Non si può provare altro per una donna che prende a morsi un bimbo di due anni, che lo rinchiude in uno stanzino. Al buio. Una punizione, quest’ultima, quasi peggiore del morso. Terrorizzare una creatura, nei primi anni di vita, significa ingenerare traumi talvolta insanabili. A questi mostri incapaci di umana pietas – meritevoli di punizioni esemplari – campioni nei peggiori maltrattamenti (proprio perchè inflitti sui più fragili) rivolgiamo tutto il nostro disprezzo.

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