A partire dalle ore 13.30 circa, quest’oggi, si è tenuto il Consiglio comunale. I lavori, sono stati diretti dalla presidente Emilia Barrile che ha ricordato ai colleghi consiglieri, che esiste un atto di messa in mora avanzato dal commissario ad acta, inviato dalla Regione, per l’approvazione del Bilancio consuntivo 2015.

Il dottor Garofalo, ha intimato al sindaco, ai revisori dei conti ed agli altri diretti interessati, di approvare il documento finanziario entro il 3 agosto. Successivamente, si è passati alla trattazione dell’argomento posto all’Ordine del giorno, ovvero la proposta di decadenza della consigliera Donatella Sindoni, contenuta nella delibera N°51 del 28 luglio 2016.

La Barrile, ha dato lettura sia delle note di corrispondenza fra l’istante dottor Giovanni Cocivera e gli Enti coinvolti: Regione (Ufficio legale e Assessorato alle Autonomie locali) e segreteria generale del Comune, ma anche del deliberato, contenuto nell’atto. Ai sensi dell’articolo 41, comma 1 dello Statuto del Comune e della Legge regionale del 1986.

Si chiedeva la decadenza della Sindoni, surrogandola con l’avvocato Giuseppe Siracusano, primo dei non eletti della lista PD, in posizione utile, dopo Giovanni Cocivera, che per motivi legali non sarebbe potuto subentrare in Consiglio perché sottoposto a misura cautelare restrittiva della libertà personale.

A prendere per prima la parola, è stata la diretta interessata, che ha sottolineato, come la Legge per cui la si sarebbe voluta considerare ineleggibile, doveva intendersi in senso letterale, prevedendo in essa le Asl non più esistenti, ha chiarito che in rapporto alle attuali Asp ella non avesse alcuna causa ostativa all’elezione.

Intervenuto Giuseppe Santalco, ha detto: “non so per quale strano motivo qualcuno stia tentando di tirare per la giacchetta questo consiglio comunale su una delibera che doveva avere un altro percorso. Un’amministrazione oggettiva doveva evitare di coinvolgere il Consiglio, poteva avviare essa stessa un’azione popolare o rivolgersi alla Magistratura”.

Così la rappresentante di CMdB, Lucy Fenech, ha deciso di chiedere altre spiegazioni al segretario Le Donne che ha risposto a Santalco: “non ho avuto altra strada da percorrere, se non quella di comunicare alla presidenza che il parere dell’Ufficio legale della Regione è stato infine assorbito totalmente dall’Assessorato Autonomie alle locali”.

Pippo Trischitta invece, ha evidenziato come si trattasse di una delibera invotabile, ponendo l’attenzione su una impossibilità tecnica e legale di surroga fra: Cocivera, Gennaro e Siracusano. Su Siracusano, Simona Contestabile, ha avanzato il dubbio di una sua eventuale incompatibilità in quanto compare in ben tre albi, inerenti gli avvocati di fiducia di Palazzo Zanca.

I consiglieri: Mario Rizzo, Nino Carreri, Pio Amadeo, Santi Daniele Zuccarello, Carlo Abate e Benedetto Vaccarino, hanno informato che si sarebbero astenuti, come già in precedenza avevano fatto i colleghi: Santalco e Trischitta. Gaetano Gennaro, facendo osservare di intervenire da politico e non da tecnico (essendo anche lui avvocato come altri componenti del consesso), per consentire di porre in all’attenzione che l’atto all’esame dell’Aula, si è incardinato a seguito di una istanza di parte (Cocivera), cui la Pubblica amministrazione aveva l’onere legale di dare risposta, esprimendosi positivamente verso la delibera, cui avrebbe dato voto positivo.

Anche Maurizio Rella, ha voluto specificare il proprio assenso alla decadenza, così come discostandosi dal resto di Forza Italia ha fatto Fabrizio Sottile. Alla fine, verso le ore 16, l’aula con 20 astenuti, 1 contrario ed 8 favorevoli, non ha approvato la tanto discussa decadenza della Sindoni, che così potrà continuare a sedere fra gli scranni del principale palazzo della politica cittadina.

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