Da quando si è diffusa in città la notizia della chiusura temporanea (dall’8 al 21 agosto), della Mensa di Sant’Antonio, che riaprirà in locali diversi e ristrutturati, una rete di solidarietà si è attivata per coprire tutti i giorni e garantire i pasti ai bisognosi in ore serali. Fino a poche ore fa, si sapeva che per sabato 13 e lo stesso giorno della settimana successiva, il 20, non ci sarebbe potuto essere alcun servizio. Il consigliere di Palazzo Zanca, Libero Gioveni, però fa sapere: “ero sinceramente indeciso se darla questa notizia oppure no, anche perché sono stato sempre dell’idea che la beneficenza se si fa non si deve dire… ma sia perché troppo fango è stato buttato in questo Consiglio comunale, sia perché dal buon Renato Accorinti ancora attendiamo di sapere se, come e quando deciderà di donare in beneficenza la parte della sua indennità eccedente il suo stipendio da professore che lui aveva promesso in campagna elettorale, ho deciso che è giusto far sapere di questo piccolissimo gesto”.

“Parte del Consiglio comunale (non tutto per la verità e spiegherò il perché), ha pensato di attivarsi con un’azione solidale, in favore di chi non ha nulla. Sapete tutti che la mensa di Sant’Antonio accoglie ogni giorno circa 500 poveri per i pasti… i locali sono in fase di ristrutturazione, in questo periodo ci sono state delle difficoltà per l’accoglienza e quindi per offrire da mangiare a questa povera gente… diverse associazioni di volontariato si sono subito prestate per coprire alcune giornate, ma per due sabati purtroppo il servizio era rimasto scoperto. Ebbene, non appena abbiamo saputo la notizia, in moltissimi di noi abbiamo deciso di autotassarci per coprire le giornate del 13 e del 20 agosto ed offrire così 500 pasti per 2 (quindi circa 1000 coperti)”.

Conclude, Gioveni: “attenzione, ribadisco che si tratta di un piccolissimo gesto (ritengo che non abbiamo fatto nulla di eccezionale), ma mi premeva farlo sapere per due motivi:
1) il sindaco Accorinti (giusto per fare qualche conticino) da quanto si è insediato ha guadagnato complessivamente 276.000 euro lordi di indennità, quindi in più rispetto al suo stipendio da insegnante circa 190.000 euro lordi che al netto si traducono in circa 120.000 euro che lui aveva promesso di dare in beneficenza (e se non era un’occasione questa per farla. Per non parlare poi di tante altre occasioni… per esempio l’acquisto dell’ambulanza veterinaria che di recente è stata incendiata, il ritorno della salma del povero messinese morto in Marocco ecc.).
2) fra i colleghi che non hanno voluto donare nulla per comprare i pasti ai poveri di Sant’Antonio, ci sono proprio quelli di Cambiamo Messina dal basso, il gruppo del sindaco”.

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