In una città come Messina, spesso di transito e passaggio, ma da qualche anno soprattutto di accoglienza verso chi non ha nulla come i cittadini migranti che arrivano dalle rotte che non è azzardato definire della disperazione, assumono rilievo le politiche verso questa fascia di popolazione, così il consigliere comunale Libero Gioveni, interroga l’assessore alle Politiche Sociali Nina Santisi e chiede sottolineando: “l’ultimo sbarco a Messina di 347 migranti avvenuto lo scorso 21 agosto (di cui ben 147 fra bambini e adolescenti), ha riproposto in tutta la sua drammaticità il tema dell’assistenza ai minori migranti non accompagnati, che sembra si stia pensando di accogliere sotto forma di affido temporaneo a cura di alcune famiglie messinesi”.

“Tale iniziativa, però, senz’altro lodevole e che esprime un grande sentimento di solidarietà e vicinanza verso questi piccoli indifesi che altrimenti troverebbero sistemazione in luoghi di certo meno idonei e accoglienti, non si può di certo improvvisare, anzi deve essere curata in ogni suo aspetto, sia nell’interesse delle stesse famiglie che si proporrebbero, sia soprattutto nell’interesse dei minori, non preparati psicologicamente e culturalmente certamente all’evenienza. Ciò che mi preme evidenziare in particolar modo, anche alla luce della gestione complessiva del servizio di affido temporaneo di codesto assessorato, è sia la necessità di formare a dovere tutte quelle famiglie che sarebbero eventualmente interessate all’affido dei minori migranti, sia l’importanza di avere la disponibilità del necessario sussidio economico mensile spettante per legge ai genitori affidatari in genere visto che lo stesso non viene loro erogato da ben 8 mesi (l’ultimo pagamento risale allo scorso mese di dicembre), sia infine, la necessità che il Dipartimento servizi sociali chiarisca alle famiglie interessate il tipo di supporto che si può dare loro per aiutarle in questo gravoso impegno (psicologico, economico, sanitario, burocratico ecc.)”.

Gioveni pertanto, chiude chiedendo: “1) se e come intende pianificare, attraverso l’ausilio di associazioni e personale esperto in materia, la formazione di tutte quelle famiglie che vorrebbero prendere in affido i minori migranti non accompagnati- 2) se vorrà predisporre, uno specifico albo di tutte le potenziali famiglie interessate all’affido dei minori migranti- 3. le modalità di inserimento in famiglia degli stessi minori e della loro successiva integrazione sociale”.

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