Il terremoto dello scorso 24 agosto, che ha interessato l’Italia centrale, ha dato adito a molti, di porsi più di un dubbio circa la sicurezza degli edifici pubblici e privati a Messina, tra questi anche Saro Visicaro del Comitato la Nostra Città, che rivolgendosi all’assessore all’Urbanistica del Comune Sergio De Cola, scrive: “Egregio assessore, nonostante l’altissimo rischio sismico della Città di Messina sia documentato e accertato, da decenni la mancata prevenzione, assieme all’assenza di qualsiasi controllo ispettivo sulle nuove e vecchie costruzioni, rende profondamente vulnerabile il nostro territorio”.

“Ciò riguarda, l’edilizia e il settore delle costruzioni privato come quello pubblico. Le inchieste giudiziarie sulla fornitura di cemento depotenziato etc. lo stanno a dimostrare. Purtroppo gli interventi governativi, sia normativi che finanziari, sono insufficienti, qualche volta, anche inutilizzati da parte delle pubbliche amministrazioni. La situazione degli immobili comunali, a cominciare dalle scuole, preoccupa non poco per i mancati interventi e spesso, anche, per una manutenzione ordinaria e straordinaria inadeguata oltre che insufficiente e di scarsa qualità”.

I controlli su molti immobili privati, attività commerciali e varie che ampliano e demoliscono a piacimento murature portanti e quant’altro sono all’ordine del giorno. Il preoccupante dissesto idrogeologico del nostro territorio, la mancanza di distanza tra edifici e la precarietà di accessibilità in moltissimi villaggi o zone di espansione immobiliare rende molto e sempre più critica la situazione. Tutto ciò e molto altro, dovrebbe inquietare la pubblica amministrazione. Come cittadini e come associazione, viviamo con apprensione e allarme i drammi che puntualmente il nostro Paese affronta dopo ogni sisma. Dopo ogni catastrofe”.

Visicaro, va a chiudere la propria lettera così: “purtroppo, non constatiamo la stessa ansia e lo stesso tormento da parte delle varie pubbliche amministrazioni. Comprendiamo le difficoltà, di ogni natura e consistenza. Non possiamo però tollerare, il fatalismo e l’immobilismo che spesso impedisce anche ogni possibile cambiamento. In conclusione Le chiediamo e Le proponiamo :

1)Verifica e documentazione immediata, della situazione   reale delle scuole comunali cittadine. Anche a prescindere, dai certificati di legge. Bisogna capire con certezza, se all’apertura delle scuole (di tutte le scuole, in tutti gli immobili pubblici e le sedi in locazione) sia possibile e sicura.
2)Incrociare, documentazione amministrativa (licenze etc.) con le verifiche e i controlli rispetto a tutte le variazioni d’uso degli immobili. Ovvero, incrociare le dichiarazioni tra Vigili del Fuoco, Catasto, Genio Civile, Annona etc. Potrebbe sembrare impossibile, ma non lo è. Basta iniziare.
3)Concordare, assieme agli Ordini professionali e agli altri Enti preposti, l’avvio di un censimento delle patrimonio immobiliare. Censimento che sia propedeutico alla auspicata realizzazione del Certificato (o libretto) degli edifici”.

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