Una vita spezzata, travolta da una cieca arroganza, rappresentata da un automobilista al volante della sua Audi A4. Lorena Mangano la ragazza 23enne di Capo d’Orlando non è più tra noi, morta il 28 giugno 2016, tre giorni dopo il terribile incidente che la vide coinvolta.

La sua vettura, fu investita da quella del finanziere Gaetano Forestieri, che la sera di sabato 25 giugno 2016 procedeva a più di 180 km orari in via Garibaldi ad incrocio con il torrente Trapani. L’investitore già da quei giorni, per i fatti accaduti, si trova in carcere con l’accusa di gara clandestina ed omicidio colposo, tutto nell’attesa che venga celebrato il relativo processo.

Questa mattina, una delegazione di tiratori della Vara, ha voluto incontrare alla villetta Sinopoli del torrente Trapani, i familiari di Lorena Mangano. Presente per l’occasione, la sorella di Lorena, Marilena in più di un attimo visibilmente commossa.

Una targa ricordo, per non dimenticare il sacrificio coinciso con la perdita della vita della giovane studentessa orlandina, sull’opera sono state incise queste parole: “Lorena sei sempre con noi. Ti vogliamo bene. Il Comitato Vara, agosto 2016”.

Marilena Mangano, per il futuro ha una speranza, ecco cosa ha dichiarato:” ancora il processo deve iniziare, al momento sappiamo che lui è in carcere. Certo, si, il procedimento penale deve cominciare, vedremo. Noi confidiamo nella giustizia, speriamo che faccia il suo corso e di conseguenza questa persona venga punita per quello che ha fatto, soprattutto perchè facendo parte della Guardia di Finanza doveva essere un esempio di rettitudine e di rispetto della legge per tutti”.

“Quello che invece non ha fatto, perchè se avesse rispettato il rosso e tante altre cose a seguire mia sorella non sarebbe morta. Mia sorella, adesso sarebbe qui con noi, a condividere la nostra vita e le nostre giornate”.

Marilena, ha concluso : “io voglio ringraziare le persone del Comitato, per il gesto che hanno fatto, perchè pur non conoscendo Lorena sono rimasti colpiti da quello che è accaduto, da messinesi loro si sono in un certo senso vergognati che un concittadino abbia potuto compiere quello di cui si è reso responsabile. E quindi noi, apprezziamo questo gesto. Grazie veramente, per quello che hanno fatto”.

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