Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro“, scriveva e cantava Franco Battiato. Chissà se la stessa cosa penseranno anche il sindaco di Messina e uno dei quaranta consiglieri di Messina. Francamente ci importa poco o nulla di quello che cotanti amministratori pensano. Interessa molto di più invece quello che fanno o quello che non fanno nelle loro funzioni pubbliche.

I due contendenti in questione spesso balzano agli onori della cronaca, quella affamata di colore e livore, per le loro interviste colme di sudore e di solenni proclami. Loro non discutono,non dialogano piuttosto emettono editti vocali e anche gestuali. Uno muove scompostamente le braccia,l’altro rotea gli occhi. Uno muove nervosamente la cervicale l’altro lancia nell’universo le dieci dita di cui dispone.

Entrambi si immergono nell’etica e nel moralismo. Religiosamente entrambi aborriscono i ladri. Li scomunicano ad ogni occasione. Paradossalmente però amministrano un palazzo che vive di intrallazzi. Un palazzo con una montagna di debiti che, con la loro intransigenza verbale, non sono riusciti a ripianare.

Ecco che, nel mezzo di un dramma, chiamato  commedia contabile, parte l’embolo – scontrino. Qualcosa che riguarda il diritto alla mensa dei ragazzi delle scuole cittadine? Assolutamente no. Qualcosa che riguarda il pericolo incombente delle strutture scolastiche fuori legge e fuori norma? Proprio no. Allora è la questione dei milioni sperperati in un sistema ignobile di servizi sociali? Manco per nulla. Ma allora cos’è sta storia dello scontrino per le caramelle, il cappuccino e pio Dario Fo?

Un “sintomatico mistero,” magari buffo? Forse. L’ex camerata non accusa l’attuale sindaco, a quanto ci sembra di capire, di essersi appropriato indebitamente di qualcosa ma di avere totalizzato meno punti,pardon meno spese, del sindaco predecessore in meno tempo a disposizione.

Il cruccio sembrerebbe quindi che l’ex sindaco, già oberato dal doppio incarico ( deputato regionale & sindaco ancora non metropolitano ), non sia stato capace di spendere le stesse somme  spese dall’attuale sindaco in tre anni appena. Quindi non potendo imputare di nessun reato il quasi scalzo Accorinti rimprovera al dietologo Buzzanca di essersi abbuffato poco. Colossale.

Ma insomma chi potrebbe immaginare un tipo che per mezzo secolo abbia sempre girato in bicicletta che,improvvisamente, scopra l’ebrezza di un aereo. Oppure un vegetariano convinto che addenta una bistecca alla fiorentina. E come credere che chi sia abituato da sempre a rotolarsi dentro un logoro sacco a pelo sopporti, improvvisamente, delle lenzuola profumate. Si avvicini a un barman in divisa impeccabile o si rivolga alla hostess multilingue.

Consigliere, ma suvvia… Che polemica è mai questa? Con “tante squallide figure che attraversano il paese”  pensiamo al sindaco che sta finalmente salvando Messina da tutti i suoi mali?

Significherebbe sventolare veramente Bandiera Bianca.

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